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bsl1_nk="chicco_di_caffe.1"; bsl1_srv="blog"; bsl1_boot2()   Community     Aggiungi lista preferiti Aggiungi lista nera Invia ad un amico ------------------ Crea chicco_di_c...   Profilo Blog Video Sito Foto Amici         Esplora var ua = navigator.userAgent.toLowerCase(); isIE = ((ua.indexOf("msie") != -1) && (ua.indexOf("opera") == -1) && (ua.indexOf("webtv") == -1)); if (isIE) { document.write("\n#maincol { width: 49.9%; }\n#header { width: 99.9%; }\n#footer { width: 99.9%; }\n\n"); } .firstseparator { display: none; } #main .pnegative { margin-top: -0.2em; } #main .notitle .pnegative { margin-top: -0.75em; }   Un blog creato da chicco_di_caffe.1 il 10/02/2011 Al bar con gli amici ... quattro chiacchiere in compagnia                                         AREA PERSONALE- Login               ARCHIVIO MESSAGGI    << Marzo 2012 >>    LuMaMeGiVeSaDo         1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31     Guarda le immagini del Mese               MENU - Home di questo Blog - Aggiungi ai preferiti               Citazioni nei Blog Amici: 14               TAG Tutti i tags * ********* ********************* *********************** ........... AVVISI CANZONI DEL CUORE CUCINA DOLCEZZE donne EVENTI festa della mamma Giorno di festa guai a chi lo tocca!!! INDIMENTICABILI my pictures NOVITA' post n. 1 racconto a puintate racconto a puntate RICETTE SALUTI SALUTI IN MUSICA SENTIMENTI tocco vintage VARIE varie eventuali VINTAGE                   AVVISO. Post n°276 pubblicato il 14 Ottobre 2011 da carmen650 Tag: AVVISI AVVISOVISTO LO SCARSO INTERESSE PER IL RACCONTO INSERITO COMMENTATO A VOLTE DA UNA SOLA PERSONA, IGNORATO DA TUTTI, HO DECISO PER IL MOMENTO DI SOSPENDERE L'INSERIMENTO DELLE NUOVE PUNTATE.SONO DEL TUTTO DEMOTIVATA E MI DISPIACE.CONTINUERO' A SCRIVERE DEL RACCONTO NEL MIO BLOG.UN SALUTOC.   Trackback: 0 - Scrivi Commento - Commenti: 3   Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso     4 amici al bar Post n°275 pubblicato il 06 Ottobre 2011 da victoria1a   Trackback: 0 - Scrivi Commento - Commenti: 13   Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso     TU PUOI SALVARMI SECONDA PUNTATA PRIMA PARTE Post n°274 pubblicato il 05 Ottobre 2011 da carmen650 Tag: racconto a puntate SECONDO CAPITOLO PRIMA PARTE Come aveva promesso sul treno, di proteggerla, si avverò a Milano. Andò a vivere con lui che leoffrì la sua camera degliospiti nella sua casa ottocentesca in parte ristrutturata, situata nell'elegante via Ariosto. La casa aveva un elegante ingresso con duepareti laterali in sofisticato vetro di Murano lavorato in stile liberty e due scalini con cui accedere al salotto dalle linee sobrie, dai colori raffinati e insoliti. Sul lato destro vi era un soppalco con altri tre gradini che portavano alla porta della cucina abitabile.Sul lato sinistro partiva un corridoio su cui si affacciavano cinque porte. Erano due trestanze da letto, un bagno e uno studio biblioteca. La stanza che scelse Cinzia era, seppur sobria ma dai colori piùfemminili,il legno dei mobili era di un caldo color ciliegio. La stanza di Diego era prettamente maschile, estremamente rigida nelle forme e nei colori sui toni del nocciola con dei tocchi di verde petrolio.Le trovò anche lavoro presso un suo amico,che aveva una società di import-export che necessitava di un impiegata commerciale che conoscesse moltelingue. Diego non le aveva fatto più pressioni,o esplicite avances. Si era comportato in modo molto corretto e Cinzia, dopoi primi giorni cui era molto cauta nel muoversi per non attirare la sua attenzione, si rilassò definitivamentequando una sera lui uscì lasciandola a casa da sola. A molte persone poteva spaventare la solitudine ma Cinzia fu felice di avere quelle ore tutte per sé finalmente, senza la presenzaseducente di Diego, senza sentirsi in costante sotto osservazione da lui. Era libera. Adorava quella libertà, solo poter pensare liberamente le sembrava un sogno. Diego, mentre scendeva le scale, aveva avuto molti dubbi a lasciarlasola a casa, doveva recarsi ad una cena di lavoro molto utile per la propria carriera. Magari lei aveva paura di star sola. Ma quando versol'una tornò a casa, la trovò molto serena,rilassata. Mentre sorseggiavano lei del latte freddo e menta e lui della birra, leisospirò sorridendo - oh, Diego, non mi sentivo cosi bene da tanto tempo-- bene in che senso?-- libera-- libera?-- sì, libera di pensare a me, libera di non sentirmi perennemente guardata a vista. Rimpoverata solo se sospiravo una volta di troppo. Libera. Tu non hai idea di quanto apprezzi questo - sono felice di sapere che sei stata beneanche da sola-- tranquillo-- andiamo a dormire...mi aspetta una giornata intensa.- Diego senza problemi, aveva aperto una piccola clinica veterinaria con salaoperatoria ben attrezzata. L'aveva avuta anche a Roma, la clinica veterinaria,regalo di nozze del padre della sua ultima moglie, poi, appena avevano iniziato le pratiche del divorzio, Carla aveva voluto indietro la clinica. Lui era un sporco traditore non aveva diritto a nulla. Diego gliel'aveva lasciatasenza indugi. Non avrebbe potuto continuare a lavorare in quel posto,con lei come infermiera e il padre di lei,furibondo e sempre alla porta di casao della clinica. Ora, venendo a Milano,aveva svoltato pagina, girare l'angoloe ricominciare in modo indipendente, aveva tanti amici che potevano consigliarlo. Visto la sua capacità di comprendere gli animali grazie alla sua sconfinata cultura in tal campo, aveva sempre avuto molte bestiole, si immedisimava nelle loro sofferenze, riusciva a comprendere i loro 'sentimenti'. Perchè, per lui, gli animali ne avevanodi sentimenti. Certi suoi simili erano meno umani di certe bestiole. Dagli animali aveva imparato molti valori. Quindi molti clienti beneficiarono della sua esperienza,umanità, dedizione costante, ogno animale era, per lui, come uno di famiglia. presto ebbe un sostanziosogiro di clienti. Fu spesso sommerso di lavoro e ne fu felicissimo. A casa, fra le quattro mura, era un uomo dolce e paziente. Comprensivo.Era molto geloso ma non soffocava Cinzia. Come invece aveva fatto Augusto, lui la soffocava di attenzioni, pur di tenersela tutta per sé. Perché lei aveva conversato e preso un aperitivocon un collega deputato di Sciacca, Augusto l'aveva confinata in casa per due settimane. No, Diego era molto diverso. Lui capiva che non aveva diritto di esser geloso sopratutto perchè non erano una coppia. Ma lei aveva notato che se un uomo la guardava, lui stringeva i pugni conforza per trattenersi, per soffocare l'impulso di colpire l'uomo che la guardava. Cinzia era comunque lusingata che luiavesse occhi solo per lei. La faceva sentire bella. Una sera, tre mesi dopo il loro arrivo a Milano, accadde. La passione esplose. Troppo trattenuta dentro di loro. Dovevanorecarsi ad un ricevimento ma erano già molto in ritardo. Cinzia e lui erano vicinialla porta, lei notò che lui aveva un rivolo di schiuma da barba vicino all'orecchio. Prese un fazzolettino di carta e lo pulì.Lui la guardò confuso. Lei, presa d'impulso l'aveva baciato in modo molto casto. Poi, la ragazza si era aggrappata al risvolto della giacca elegante di lui e si era sollevata sui tacchi vertiginosi dei sandali argentati, per baciarlo più intimamente, lui ricambiòil bacio cercando di andarci cauto, per timore di esser respinto se diventava troppo audace. La girò contro la porta, premendo il proprio corpo contro quellodi lei, la sua pelle calda e morbida, che il vestito lasciava scoperta sulla scollatura, la schiena e le spalle lo ubriacava. Lei aveva perso la razionalità, avuta fino a quel momento. Lo desiderava. Aveva sfilato la sua cravatta firmata Hermés e poi era scesa ad aprirgli la cintura.Lui trovò molto intrigante che per una volta fosse una donna a prenderel'iniziativa in un rapporto intimo. Voleva che fosse lei a dire che volevalasciarsi andare alla passione.Inoltre non voleva esser di nuovo respinto, quindi lasciò che fosse lei a pregarlo di prenderla. Non volevaripetere due volte lo stesso errore. Cinzia apprezzò molto che Diego lasciasse a lei l'iniziativa. Probabilmente per il timore di esser respinto di nuovo, come era accaduto sul treno.Inoltre non volevaspaventarla nel cercare di possederla con troppo vigore. Per il proprio egoismo.- spogliami...toccami...Diego!- sussuròCinzia, con il respiro corto e iniziarono a togliersi gli abiti, quasi rabbiosamente,lui la sollevò da terra e la prese in un amplesso a dir poco bollente Ma non era stato brutale come Augusto. No, Diego aveva cercato di leggere neisuoi occhi, capire le sue esigenze e dare la precedenza a quel che lei provava, prima di se stesso, tutto ciò mentre lo facevano in modo tantoavventato e le aveva donato comunquepassione e tenerezza. Erano crollati giùa terra. Poi più tardi si erano di nuovo amati, quindi si erano recati all'importantericevimento con un'ora e mezzo di ritardo.Ma c'era un neo nella loro storia appena cominciata. Cinzia si era accorta che spesso Diego si allontanava per telefonare. Oppure se arrivava a casa, lui d'improvviso chiudeva la conversazione. Lo sguardo di lui era sempre molto teso, quasi febbrile. Lo vedeva gesticolare attraverso la porta finestra che dava sul balcone dove llui usciva per quelle telefonate. Erano gesti di stizza, furenti. Quelle telefonate lo spossavano ogni volta. Perché non voleva che lei sentisse? Se era una questione di lavoro, perchè non poteva parlarnedavanti a lei? Come mai tutto quel mistero?Perché si comportava così? Cinzia aveva provato a chiederglielo ma lui le aveva risposto in modo evasivo.- vuoi che ti racconti come ho operatoil cane dei Mannini? Ecco di che si tratta. Perché so che ti impressioni. Ecco perché non te ne parlo- rispose molto rapidamente. Era nervosissimo. Accidenti, Cinzia era una donna intelligente, per quanto tempo avrebbe nascosto i suoi legami con Sciacca?- sembri un po' nervoso dopo ogni chiamata-- lascia stare piccola. Sono preoccupatonon nervoso, tutto qua- - Diego non voleva risponderle. Come poteva, infatti, dirle con chi stava parlando? Poteva perdere la sua fiducia. Lei poteva scappare di nuovo. Perderla. Così, a costo di apparirle un bugiarlo, le mentiva. Meglio lo ritenesse un bugiardo che un traditore. Pensò amaramente. Sciacca non lo lasciava in pace. Voleva tirarlo dalla sua parte. Eppure, Cinzia avvertiva che Diego le mentiva. Non la guardava mai in volto quando mentiva.Sapeva ormai bene come si comportavauna persona quando mentiva. E lui, con quei segnali, le aveva mentito apertamente. Lui si rese conto che lei aveva capito che mentiva. Si sentì un verme. Ma era per il suo bene. Questo si disse per convincersi del perchè di quelle bugie. - va bene. Scusami- anche se non capiva di che si doveva scusare lei! Lui non la rassicurò come di solito faceva. Ma si alzò e uscì dalla stanza per chiudersinel suo studio. Non poteva di nuovo affrontare lo sguardo di lei. Lei avevaun'espressione così dolce, quasi infantile quando lui la trattava male. Gli aveva persino chiesto scusa. Si sentì totalmente indegno di lei. Avevail voltastomaco verso se stesso. Cinzia provando un certo senso di frustrazione, entrò in camera propriae accese la TV.Ma i dubbi si riaffacciarono appena spensela TV, e rimase al buio.Scoprì qualche sera dopo, un' altro latodi lui che non immaginava minimamente. Stavano uscendo dal ristorante, era quasi mezzanotte, ma il padrone, suo vecchio amico, lo richiamò all'interno. Cinzia si avvicinò al posteggiatore e gli domandò di portare l'auto. Mentre aspettava, un uomo le si avvicinò. Comprese immediatamente che quell'uomoera pericoloso. Lo sguardo cespuglioso di lui era offuscato dall'alcol, i suoi movimenti erano minacciosi, come volesse saltarle alla gola. - lei non è l'amante di Sciacca? Sì, sono stato ad una sua festa...lei era lì. Una sgualdrinella ecco cosa sei! Vieni qua!- biascicò e l'afferrò per le spalle per cercare di baciarla. Gustavo Gorini pensò che lei era cometutte le donnacce che frequentavano la casa di Sciacca. Feste che a volte trascendevano nel baccanale più lussurioso. Eppure, lui voleva entrarein quel giro di lusso sfrenato. Di potere.Ora aveva la possibilità di godersi quel bocconcino. Era sola. Nessuna protezione degli uomini di Sciacca. Doveva approfittarne. Cinzia gridò disgustata anche dall'odore di luimentre l'uomo la spingeva sul cofano dell'auto e le strappava il vestito. Cinzia, mentre scalciava invano cercandodi raggiungere le parti basse del suo assalitore, vide il posteggiatore allontanarsimettendosi in tasca delle banconote. Gridò di nuovo e finalmente Diego accorse a salvarla.Diego, mentre usciva dal ristorante, aveva udito gridare una donna, capì subito che era la sua Cinzia. Gli si accapponò le pelle nel vedere quell'uomosu di lei, che stava strappando la stoffa del delicato abito da sera di Cinzia. Denudandola. Toccandola con le suemanacce sporche. Non riuscì a controllarsi e trascinò via l'uomo, scaraventandolo a terra. -La tua donna...mi ha provocato...- biascicò l'uomo chiudendosi la patta dei pantaloni. Diego sperò di non esserarrivato troppo tardi. Quel verme cercava di gettare il fango su di lei che piangeva con il viso fra le mani, poggiata all'auto. Perse il lume della ragione e iniziò a colpirlo. Cinzia attiròsubito l'attenzione di due uomini per fermare Diego che sembrava impazzitoe stava accanendosi sull'uomo semi svenuto a terra. Due uomini lo fermarono. A fatica, lo convinsero a salire in auto. Nel frattempo anchelei era salita in auto, sistemandosi il vestito, Non aveva mai visto Diego perdere così la testa.- Potevi ucciderlo- mormorò Cinzia, spaventata da quella reazione esageratamenteviolenta di Diego. Lo guardò con timore e lui si sentì un vero mostro. Sotto lo sguardo ansioso di lei. Lei non voleva che lui perdesse le staffe in quel modo. - Lo so....forse ho esagerato. Ma veder quel maiale su di te, mi ha fatto perdere il controllo- - Forse? Diego, hai esagerato. Perché bastava che lo trascinassi via dal mio corpo- Lontano da lei. Non chiedeva altro. Voleva che quell'individuo non la toccasse più. Ma Diego aveva voluto punire esageratamente l'uomo. Diego doveva pensare anche a rassicurarla,confortarla. Dopo aver allontanato quell'individuo. No, si era comportatocome un troglodita. Gli mancava solo la clava.- lo so ho sbagliato! - sbottò, infuriatocon se stesso. Lei aveva pienamente ragione. - Difenderla sì ma non spaventarla con il proprio comportamento da sanguinario barbaro. Non parlarono più fino a casa. Cinziasi rifugiò in camera propria. Lui si sedette sul divano e bevve un abbondantebicchiere di whisky. Mentre lei si stava infilando nel letto, sentì un imprecazione e poi il vetro infrangersi. In qualche modo doveva sfogare la sua furia per averle mostrato quel latopoco edificante di sé.Diego rimuginò a lungo. Doveva smussarequel lato di sé, lei era molto dolce pronta ad aiutarlo. Sperò che lo perdonasse. Da come si era rinchiusa in camera aveva compreso che aveva bisogno di tempo. Del resto, quella sera, lei avevarischiato di esser violentata. Era scossa.E lui? Aveva pensato solo a punire l'uomo, anziché confortarla. Cinzia, nel sentire il vetro, aveva ben compreso che era successo. sperò che fosse furioso con se stesso.Aveva avuto bisogno di esser abbracciatama lui cosa aveva fatto? Niente. Ora voleva star sola. Lontano da lui. Doveva capire quanto l'aveva ferita.   Trackback: 0 - Scrivi Commento - Commenti: 0   Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso     CUCINA: LE MIE TRE BRUSCHETTE PREFERITE Post n°273 pubblicato il 29 Settembre 2011 da carmen650 Tag: RICETTE Beh amici, per un happy hour alternativo al bar : Bruschette alla pancetta Ingredientiper 4 persone8 fettine di pane di segale8 fette di pancetta affumicata4 foglie di salviaun cucchiaino di aghi di rosmarinoun mazzetto di maggioranamezzo cucchiaino di semi di cuminomezzo cucchiaino di timo in polvere2 spicchi di aglio2 pomodori perini2 cucchiai di oliosalePreparazioneLavate e tritate grossolanamente salvia, rosmarino e maggiorana. In una fondina lasciate marinare le fette di pancetta con il trito di erbe e uno spicchio di aglio a fettine e olio.Tostate in forno le fette di pane, mettete sopra a ciscuna una fetta di pancetta, qualche fettina di pomodoro e di aglio, irrorate con un cucchiaio di marinata. Salate il pomodoro e cospargete di cumino e timo, quindi servite subito in tavolaBruschette Provenzali  INGREDIENTIper 4 persone4 fette di pane casereccio150 grammi di zucchine con i fiori1/2 cipolla rossa1/2 peperone rosso1/2 peperone giallo30 grammi di capperiolive nere snocciolatebasilico 8acciughe sotto saleolio d'olivasalePreparazioneLavate e tagliate a striscioline molto sottili le verdure, mettetele in una insalatiera con i capperi dissalati, le acciughe a pezzi e le olive, quindi condite con l'olio, il sale. il basilico e una spruzzata di aceto. Abbrustolite le fette di pane, irroratele con un filo di olio e conditele con le verdure.  Bruschette al lardoLe bruschette con lardo di Colonnata e rosmarino sono deliziosi bocconcini ideali da servire per un aperitivo, o come antipasto. Indispensabile elemento per la buona riuscita della pietanza è il tenero e delicatissimo lardo di Colonnata, da affettare sottilmente, adagiare su fette di pane tostato e cospargere con pepe macinato e uno spicchio di pomodoro.      Trackback: 0 - Scrivi Commento - Commenti: 0   Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso     TU PUOI SALVARMI PRIMA PUNTATA TERZA PARTE Post n°272 pubblicato il 26 Settembre 2011 da carmen650 Tag: racconto a puntate Uscirono dalla carrozza ristorante. -Dove sta andando? Il mio scompartimento è dalla parte opposta-gli fece notare lei. se lo scordi -ribatte Diego. Dormire in uno scompartimento con altre persone? No, era impensabile. Non avrebbe dormito sereno sapendola in balia di chissà qualche malintenzionato. - come sarebbe a dire?-- che dormirà nella mia cuccetta. Ci sono due letti a castello- no-replicò Cinzia scuotendo il capo. - coraggio. Non la tocco con un dito-Certo, Diego comprendeva i dubbi di lei, ammetteva che era una proposta a dir poco azzardata ma lei doveva fidarsi di lui. Anche se la desiderava ma lungi da approfittarsene. Cinzia meditò che in fondo poteva accettare. Del resto era stata l'amante di un politico. Era scampata a un suo tentato omicidio quindi che altro poteva accaderle ? Doveva pur fidarsi di qualcuno. La sgomentava dormire nello scompartimento in compagnia di tre uomini. Dormire? Non ci sarebbe riuscita di certo. Diego le pareva un brav'uomo e pensò che un uomo come lui non avesse bisogno di ricorrere alla violenza per avere una donna. - va...bene- balbettò. Anche se avvertiva una strana tensione fra loro. Dovuta ad una latente attrazione fisica.Così, lo seguì nella sua cabina. Era decisamente alquanto spaziosa.Era grande almeno tre metri per tre. Due comodi letti a castello, due sedie, un piccolo divano un tavolino e un bagno con tanto di angolo doccia. - se la cava bene con il suo lavoro...-notò lei guardandosi intorno. - sì, ma sono piuttosto benestante...ecco perché posso permettermi una cuccetta letto così- spiegò lui. Diego sperò di non apparirle troppo snob.Non voleva sbatterle in faccia la sua ricchezza. Del resto lei aveva vissuto con un uomo altrettanto facoltoso e che non le aveva fatto mancare niente. Eppure sembrava una donna non abituata agli agi, al lusso sfrenato. - Capisco...- sospirò. - coraggio, tenga la giacca del mio pigiama. E' tutto quel che posso darle.-e speròche lei accettasse. Lei non poteva dormire con indosso solo gli intimi. Sarebbe stata una tentazione vivente troppo intensa. Lei era piccola di statura, la giacca del pigiama le sarebbe arrivata a metà coscia. - No, grazie. Dormirò con la sottoveste che ho su- spiegò . Insomma va benedormire con lui, nella sua cuccetta. Ma indossare anche i suoi indumenti, era troppo! Anche se ovviamente il pigiama era pulito era pur sempre un indumento intimo di lui, troppo intimo. - capisco...- la scimmiottò divertito. Quindi si sedette su uno sgabello e iniziò a sbottonarsi la camicia. - Perché sorride ?- notò infastidita nel sentirsi sentirsi osservata cercando di non guardarlo. Quel gesto di lui nel sbottonarsi la camicia era terribilmente sensualperò doveva smetterla di guardarla in quel modo canzonatorio la irritò. Cosa c'era di tanto buffo? Quell'uomo sapeva esser molto indisponente. - Ha la sottoveste sotto i jeans?- domandò lui. - sì, non ho avuto il tempo di toglierla quando ho infilato i jeans. - spiegòpazientemente. - ah, già era in fuga-- esatto. So che la diverte molto la cosa ma non ho avuto scelta-- ci mancherebbe. Mi scusi- Il fatto che con quella sottoveste di raso e pizzo color indaco, lei era ancor più seducente che se fosse stata nuda. Da una parte l'aveva invitata nella sua cuccetta per proteggerla, dall'altra era una vera tortura non farle capire quanto la trovava desiderabile. Cinzia entrò in bagno chiuse la porta a scomparsa, si sciacquò il volto, e dato che c'era, rinfrescò anche la parte superiore del corpo accaldato. Dopo si sentì già molto meglio. - cosa si è fatta! - sbottò Diego alle sue spalle. Lei fu certa di aver chiuso la porta ma probabilmente il treno aveva fatto una curva così si era riaperta la porta. Cinziaabbassò il capo e si accorse così di avere le ginocchia arrossate. Vi erano delle escoriazioni ma era stata troppo presa a scappare per darci peso. - Sono...caduta-ammise imbarazzatissima. - ovvio...-Diego uscì dal bagno e dopo pochi secondi rientrò con una valigetta da medico. - sono innanzitutto un medico.- e iniziò a disinfettarla. Lei strinse le labbra. Bruciava molto quel che aveva imbevuto nel cotone e ora le stava tamponando.- Su, è solo disinfettante, non faccia la bambina-Diego la guardò, era delizioso il modo di arricciare il naso di Cinzia, ed emetteva piccoli piagnucolii per il bruciore. Come una bambina. O gemeva perché la stava toccando? - brucia maledettamente-protestò Cinzia offesa perché l'aveva definita una bambina. - non bruciava prima la ferita?-- no...- mentì. Lui scosse il capo. - Ecco qua...La ferita deve restare pulita- e le chiuse la bendatura sull'escoriazione più grave. - sì...grazie- Le sue mani grandi e delicate sulle sue gambe nude le fecero venire i brividi. Era stato un tocco il suo, estremamente piacevole. Augusto era un uomo attraente ma non quanto Diego che, dopo una prima occhiata, notavi quanto fosse attraente e maschio. - su, ora salga sopra -Diego aveva sovente sogni inquieti, non voleva svegliarla a causa del suo rigirarsi inquieto nel letto. - sopra?-- vuole stare sotto? E' più sicura sopra, mi creda-- sicura da che cosa?- Cinzia voleva capire perché lui insistesse nel farla dormire sopra. - oh, Cielo, ma è proprio ingenua lei! Sicura da cosa? Vorrà dire da chi. Sono un uomo pericoloso a volte-Lei non gli credette affatto. Oh, sì era pericolosamente attraente ma sarebbe riuscita a resistergli. Era molto stanca, non ebbe la forza di insistere. Diego la vide mordersi le labbra confusa quindi il suo sguardo cambiò, e la vide scuotere il capo divertita. Non gli credeva affatto, ecco il messaggio. Cinzia scosse il capo quindi salì la scaletta e s'infilò fra le lenzuola. Diego, rimase a torso nudo, e si sdraiò sul suo letto.Ma lei faticò ad addormentarsi. Quando riuscì, il suo sonno fu tormentato da incubi. Augusto la trovava e sivendicava torturando Diego trapassandolo con delle spade che teneva dentro a delle vetrine appese alle pareti della casa di Roma.Così Cinzia si svegliò scossa da una mano. Sobbalzò con un piccolo grido. Pensando fosse quella di Augusto.- ehi ...tranquilla...- L'avevano svegliato i singhiozzi, piangeva e la sentiva persino tremare. Doveva svegliarla prima che urlasse. - io...ho avuto un incubo- sussurrò. Un orrendo incubo da cui aveva faticatosvegliarsi. Perchè aveva temuto la morte di Diego? Come poteva esserne coinvolto? Solo perchè durante il pranzo, lui le aveva dato l'impressione di conoscere Augusto?- Aspetti...-Gli fu istintivo prenderla fra le braccia e farla sdraiare sul proprio letto. Voleva rassicurarla. La prese fra le braccia con tenerezza. La baciò sulla fronte. - Dorma tranquilla-bisbigliò. Cinzia era troppo sfinita e assonnata perprotestare. Stare fra le sue braccia sicure d'improvviso le parve naturale. Ma si rese conto che stava giocando con il fuoco concedendogli troppa confidenza. Lui era stato tenero, voleva solo rassicurarla che era stato solo un brutto sogno. Era lontana da Augusto ora. Inoltre, nonostante quella promiscuità, le dava del lei. Sembrava aver del rispetto nei suoi confronti..Verso l'alba, però, Cinzia si destò trovandosi sotto il corpo possente di Diego. Non si aspettava di trovarsi in quella situazione imbarazzante. Come era accaduto che lui era riuscito a farla scivolare sotto di sé? Il suo corpo formoso aderiva a quello di Diego in modo eccessivamente intimo. Le mancava il respiro e doveva sgusciare via. Diego dormiva profondamente, con la testa nell'incavo fra il collo e spalla di Cinzia, il suo respiro regolare le rimbombava nell'orecchio. Le sue mani erano sui suoi fianchi. Si mosse un poco. Doveva andare alla toilette. Diego si sollevò e la guardò. I suoi capelli erano arruffati e ondulati sul capo, e cortissimi sulle tempie, leggermente brizzolati. Cinzia si mosse di nuovo, per sgusciare via.- Mhm, la supplico, non si muova, mi sta eccitando follemente-farfugliò lui. Ed era vero. Svegliarsi su quel corpo morbido e caldo era un dolce risveglio ma acutizzava la sua brama di possederla.- mi lasci andare , allora-Cinzia temeva di avvertire la reazione di quell'uomo dalle parti 'basse'. Quella posizione così inequivocabile poteva sfociare in qualcosa per cui non era pronta. Diego percepì il disagio della donna visto che cercava di sfuggire via e quel strusciare di lei lo stava mettendo a dura prova. Era ancora intorpidito dalla posizione in cui aveva dormito a lungo e faticava quindi a muoversi.- Cinzia...- mormorò e si chinò per cercare la sua bocca. Moriva dalla voglia di assaggiare di nuovo la bocca di quella donna. Lei teneva le labbra semiaperte.Erano tumide. Irresistibili. Cinzia era stordita, dalla sua sensualità. Quel bacio divorante non se l'aspettava come non si aspettava la propria reazione assecondando quel bacio sensuale, possessivo. Gli accarezzò il volto, la sua barba era lunga di un paio di giorni. Il suo corpo si tese. Lui l'accarezzò. Il corpo di Cinzia non ragionava come lei voleva. Diego la sentiva molto arrendevole. Un richiamo dalla sua coscienza gli trapassò il cervello ' fermati mascalzione,ti stai approfittando di lei! Ma sentendola fremere di piacere non riuscì a fermarsi. Cinzia si sentì bruciare tutta quando avvertì le mani di Diego sfiorarla lentamente, una vera doccia di sensazioni le scivolò addosso d'improvviso, lasciandola senza respiro. Dentro di sé due voci rimbombavano nel suo cervello. Quella maliziosa e insidiosa la pungolava a lasciarsi andare alla passione sfrenata, quella della coscienza la frenava bruscamente, di reagire fermando quel comportamento lussurioso. Ma che cosa stavo facendo? Mi stavo cacciando in altri guai? Come potevo donarmi a lui? Solo perché mi aveva aiutata, non potevo concedermi così! Stare con Augusto, che pareva sempre essere insaziabile di sesso, ha reso anche me una donna viziosa? Furono questi i tormentosi pensieri di Cinzia che respirava ormai in modo spasmodico per le sensazioni e per lo sforzo di opporsi e andarsene. Afferrò la testa di Diego, la sua bocca stava per raggiungere i seni. Finalmente il suo buon senso vinse e proruppe con un:- No!-Ma lui sembrò non udirla. La voleva. Con decisione le aprì le gambe con il ginocchio e le afferrò il pizzo degli slip. - Ti voglio...- sussurrò lui, ansimando. Era quasi al limite della sopportazione. Aveva perso il controllo di sé ed era pronto a possederla totalmente.- No! Non posso! -e finalmente Cinzia riuscì a sgusciare fuori dal letto. Senza pensarci, si avvicinò alla porta della cuccetta. Diego fu stupito della capacità in cui si era divincolata ed era fuggita via. Ma lui, si alzò e rapidamente la bloccò. Doveva pensava di scappare? - Dove pensi di andare con solo una sottoveste addosso? -- io....-e si rese effettivamente conto di esser ben poco vestita. Non poteva davvero uscire così. - Cinzia, avevo avuto la sensazione che mi volevi. - insomma, che le prendeva? Non aveva sbagliato a interpretare la reazione di lei, il suo corpo diceva : prendimi! Il corpo di Cinzia rispondeva alle sue carezze quindi perché d'improvviso...quel no, secco deciso. Quel fuggir via? - mi dispiace, tu sei attraente ma io non posso!- e iniziò a piangere. Ripensando allviolenza che aveva subito da Augusto, che era un uomo violento, brutale, l'aveva costretta il più delle volte a concedersi a lui anche se non si sentiva bene dopo averla picchiata per avergli detto un no di troppo.Ma la cosa peggiore, quando Augusto l'aveva costretta a congiungersi a dei suoi amici, uomini d'affari. L'incubo doveva finire ora. Voleva esser libera di decidere. Diego aveva approfittato della situazione ed era fiera di sé per averlo respinto. Basta cedere il proprio corpo per non subire ulteriori violenze. Certo, Diego non sarebbe arrivato a tanto, ma non poteva donarsi a lui con tanta superficialità. Diego la guardò e capì finalmente. Negli occhi di lei c'era ancora paura, angoscia. Aveva subito la violenza ingiustificata di Augusto chissà quante volte. Probabilmente era stata costretta a soggiacere con lui anche se non voleva. E lui come si era comportato ? Era stato brutale. Insensibile. - No, piccola ...scusami ti supplico ! Oddio, che mostro sono stato. Vieni qua. Non tifarò più del male. Ti avevo promesso che non ti avrei toccata e poi mi vado a comportare peggio di quel bastardo-Cinzia lo guardò. Era afflitto ora. Finalmente le chiedeva scusa. Era una novità, nessuno l'aveva mai fatto e 'apprezzò molto. Diego sembrava aver compreso che aveva esagerato dopo averla rassicurata del contrario. Non volle mostrargli il suo tormento, così iniziò a raccogliere i propri abiti e parlò senza guardarlo. Rapida e secca. Incolore.- mancherà poco all'arrivo. Mi vesto. Ho bisogno di mangiare qualcosa- rispose lei, come se dettasse un telegramma. Aveva lo stomaco sottosopra. - Cinzia...- lei finalmente riuscì a guardarlo. Le lacrime di nuovo le salirono agli occhi.Le respinse subito indietro. Diego si sentì lo stomaco stringersi in una morsa, nel vederla affranta. Lei cercava di non piangere, di esser forte e quello sforzo la rendeva ancor più dolce. Acutizzando la voglia di proteggerla. - Sei così vulnerabile...- e cercò di attrarla a sé, di fra le braccia. Ma lei si ritrasse. Cinzia si vestì e lo guardò. Va bene, accettava le sue scuse ma doveva lasciarla in pace in modo da poter respirare, riflettere.Diego capì che si stava auto-proteggendo respingendolo, voleva di nuovo riconquistare la sua fiducia. - ti proteggerò ovunque andrai. Il solo pensiero che qualcuno ti faccia del male mi fa perdere la ragione- le comunicò per tranquillizzarla. Cinzia apprezzò e fu commossa di quelle parole dette con il cuore in mano, sincere. Era sicura che in futuro si sarebbe comportato diversamente con lei. Lei non riuscì a rispondere.   Trackback: 0 - Scrivi Commento - Commenti: 0   Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso     « Precedenti Successivi »                             CERCA IN QUESTO BLOG   Trova               ULTIME VISITE AL BLOG               ULTIMI COMMENTI ..scusa Carmen..sono stato un po assente..non ho avuto il... Inviato da: enna68 il 24/02/2012 alle 20:04   Adoro il tiramisù alle fragole, lo preferisco al tiramisù... Inviato da: chiaracarboni90 il 07/11/2011 alle 17:04   brava. Ho rinnovato il blog...e poi c'e' anche in... Inviato da: carmen650 il 31/10/2011 alle 14:36   Sn venuta a leggerti di là!!! ^__^ Inviato da: profumo_di_caffe il 25/10/2011 alle 20:19   FIRMINO!!!!!!! ARTURO!!!!!!!! A... 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