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in evidence:

function setAttributeOnload(object, attribute, val) { if(window.addEventListener) { window.addEventListener("load", function(){ object[attribute] = val; }, false); } else { window.attachEvent('onload', function(){ object[attribute] = val; }); } } (function() { var script = document.createElement('script'); script.type = 'text/javascript'; script.src = '//pagead2.googlesyndication.com/pagead/js/google_top.js'; var head = document.getElementsByTagName('head')[0]; if (head) { head.appendChild(script); }})(); Logos nella Nebbia mercoledì 14 marzo 2012 Informazioni che non trovano spazio sui nostri giornali, i due pescatori indiani Sono due i morti nelle acque indiane, due pescatori del Kerala, un piccolo stato della confederazione dell'India nel sud ovest. La stragrande maggioranza dei suoi abitanti vive di pesca, sia marittima che fluviale, unico sostentamento per l'intera famiglia. Qualcuno di noi conosce i nomi di questi due pescatori? Io no e credo nessuno lo sappia, perchè non fa notizia. Non fa notizia il nome di una persona morta per una sventagliata di mitragliatore, mentre fa notizia il nome di chi ha sparato, e fa notizia perchè lo vogliamo libero, libero subito, un po' il santo subito urlato a gran voce al funerale di Giovanni paolo II. Non sto qui a inscenare un processo, non me lo permetterei mai e poi non avrei elementi, ma soprattutto non è questa la sede, come non sto a disquisire se fosse giusto arrestarli in India o portarli direttamente in Italia. Dico solo una cosa, io della giustizia indiana mi fido, ha fondamenta e tutto l'impianto giuridico anglosassone e pure i processi sono imparziali. Ma guardiamo la storia dalla parte dell'India, come farebbe un vero viaggiatore( vedi post precedente), oppure immaginiamo come se fosse a parti invertite, un peschereccio italiano attaccato da due militari indiani sul mar Adriantico, magari infestato da pirati i quali depredano un giorno si un giorno no questi lavoratori. Chi sono i due pescatori innanzitutto: Velentin Jelestin, un padre di due figli adolescenti e Ajesh Binki, orfano di tutti e due i genitori e unico sostentamento per i fratelli minori di 17 e 15 anni. Erano pescatori, poveri, a volte morti di fame ma pirati credo proprio di no. Ma ve li vedete? Un uomo e un ragazzo, su di una barcarola che attaccano una nave cargo? Ma nnemmeno per gioco lo avrebbe fatto!!!! Ma quel giorno non stavano giocando, anzi, credo che la parola gioco non sia nemmeno conosciuta per queste popolazioni. Iniziano fin da piccoli a lavorare dalle 10 alle 14 ore al giorno per un tozzo di pane e quel poco di pesce che riescono a racimolare. La maggior parte del pescato viene venduto, così noi turisti occidentali, quando andiamo in India possiamo vantarci che il cibo costa poco, quasi niente e a riderci sopra, e dire quanto si sta bene con i nostri redditi nel Kerala. Ho scritto quei nomi perchè non dobbiamo dimenticare, come sinceramente esigo che le leggi internazionali siano rispettate e quindi che i due marò siano processati in Italia, ma ricordo anche la nostra rabbia contro quel pilota USA che per gioco uccise tutte quelle persone della funivia del Cermis. la nostra rabbia si fece sentire e anche noi non volemmo che il pilota fosse estradato nel suo paese. Quindi quella stessa rabbia nostra oggi è la loro, della popolazione del Kerala. Stop!!! LìItalia chiede giustizia per due bravi ragazzi, i nostri militari, fino a prova contraria così li voglio considerare, ma anche L'india chiede giustizia per i suoi bravi ragazzi, due onesti lavoratori anche i loro, brava gente, bravi pescatori e che lasciano almeno quattro bambini orfani. Chiediamo giustizia no iitaliani per i nostri, chiedono giustizia gli indiani del Kerala, due stati che odiano il colonialismo, che si battono per i diritti civili e, il kerala, unico stato al mondo comunista eletto democraticamente e con un parlamento legalmente eletto, sta che fa parte della democratica India, esempio di lotte non violente e di liberazione dal colonialismo senza colpo ferire, ovviamente tralasciando lotte intestine di tipo religioso. Una informazione per chi fosse religioso: gli abitanti del kerala sono comunisti al 93% e di religione cattolica al 95%,tutti sul comodino hanno la Bibbia. Dico questo perchè sui notiziari nazionali sta prendendo piede la teoria che i due militari siano trattenuti per questioni inerenti alla campagna elettorale in atto, e che le due fazioni politiche si siano dichiarate "guerra" a forza di colpi di mano e una sosrta di rinascita nazionalista. Nulla di più falso. Se questi giornalisti, che al massimo dell'India avranno visto Goa, con il culo in una sdraio e un cocktail in mano, servito ovviamente da un povero tamil per 100 rupie al mese,avessero almeno letto Arundhati Roy, avrebbe capito che il Kerala è uno degli stati più pacifici e stabili di tutta l'India e sicuramente non terra di pirati. Ma allora cosa è successo veramente? Questo non lo so, lo deciderà la perizia balistica, a cui parteciperanno come osservatori anche dei nostri esperti. Probabilmente, come sta girando da fonti informative indiane e del vicino stato del Tamil Nadu, si crede sia stata una motovedetta dello Sri Lanka, infatti già 300 incidenti di questo genere sono capitati quest'anno. Ma la mia domanda è la seguente: perchè il comandante della nave Enrica Lexie ha deciso di entrare in porto, anche se su invito delle autorità indiane, dopo la presunta sparatoria? Mi risulta che poteva anche rifiutarsi visto che pare fossero in acque internazionali. Lorenzo Pubblicato da Lorenzo a 18:10 24 commenti Invia tramite emailPostalo sul blogCondividi su TwitterCondividi su Facebook Etichette: politica martedì 13 marzo 2012 Il Viaggiatore Il Viaggiatore non è colui che ama viaggiare comodamente rimanendo ancorato ai propri usi e costumi, bensì è uno che vive i luoghi e le persone che incontra, facendone tesoro per la prossima tappa. Un tipico esempio di libertà, forse quello più confacente a questo principio universale, "l'essere liberi di trasformarsi rimanendo sempre se stessi". Una sorte di stabilità nel continuo movimento, esteriore e interiore, l'esserCI come filo conduttore. Io mi considero tale, il mio "spazio" del continuo viaggiare sono le persone con cui intrattengo relazioni sia nella vita reale che qui sul Web, il mio blog e i vostri blog. Una terra senza confini dove trovi sempre cibo per la mente e acqua ristoratrice per rinfrancarti. Il web è un contenitore dove noi esistiamo personal-MENTE con le nostre parole. Io lo intendo come una naturale estensione dei rapporti umani, un modo per allargare i rapporti e le nostre idee, quindi un arricchimento che coinvolge ognuno di noi. Il mito greco ci ha dato una visione del viaggiatore che io non concordo affatto tramite due personaggi: il dio greco Hermes e Prometeo. Il primo è il viaggiatore per eccellenza, messaggero degli dei è scaltro ma anche opportunista, ladro e spregiudicato. Prometeo è invece l'uomo, l'eroe colui che porta la saggezza agli uomini ma ancorato alla roccia, immobile, statico. Non concordo con questa visione perchè il divenire, cioè il tutto cambia nulla rimane uguale, è il sale della conoscenza, quel continuo inseguimento che l'uomo si è proposto di fare per migliorare il suo essere e il suo stato. Movimento per poi stare. Ma se individuamo il personaggio del movimento a un farabutto e quello d'eroe a uno inchidato nella roccia, come è possibile il sapere? Conoscenza e verita le si conquistano con una continua curiosità, con la continua ricerca del nuovo, quindi viaggiando, costruiendo e demolendo, mettendo in continua discussione ciò che si è appena scoperto, sapendo che c'è sempre un "più in là". Il viaggiatore-hermes, quindi, è si uno scaltro, ma soprattutto un curioso , e uno che mette a disposizione il proprio sapere alla collettività. Il viaggiatore ogni tanto riposa, si cerca un angolo per riordinarSI, per trasformare le esperienze in leggi, sapendo che possono avere un tempo limitato nel tempo, ma comunque concretizzando ciò che ha imparato. A differenza dell'uomo del territorio, che ha come punto di riferimento le leggi inviolabili dei dogmi e dei saperi divini, il viaggiatore non può vivere senza elaborare la diversità dell'esperienza, cercandone il senso non nel messaggio recondito del divino, ma in quei due poli che Kant chiamò anima e cielo stellato, che per lui hanno sempre costituito gli estremi dell'arco in cui si esprime la sua vita in continua tensione. La diversità quindi sarà la prossima sfida sell'uomo, che spero sempre più viaggiatore e sempre meno statico,obbligando tutti a fare i conti con la DIFFERENZA, come nei tempi passati siamo stati chiamati a farli per il territorio e le nostre case. La diversità sarà il nuovo territorio su cui costruire le decisioni etiche e solo viaggiando fra le idee e i propri convincimenti ciò si potra attuare. Ma una cosa dovrà fare subito l'uomo di oggi, gettare le maschere delle ipocrisie, degli inganni, dei facili guadagni. Il viaggiatore apparterrà a quella sorta di vincitori che hanno prestato attenzione alle cose più profonde, e per far ciò deve vivere secondo ragione e verità, e visto che le verità non ammettono maschere dovrà per forza di cose spogliarsi di esse. PS: Questo post è anche dedicato a Jean Giraud, alias Moebius, scomparso pochi giorno fa Moebius - Jean Giraud Lorenzo Pubblicato da Lorenzo a 16:17 14 commenti Invia tramite emailPostalo sul blogCondividi su TwitterCondividi su Facebook Etichette: Filosofia, società sabato 10 marzo 2012 Blog in pausa Blog in Pausa Pubblicato da Lorenzo a 19:54 7 commenti Invia tramite emailPostalo sul blogCondividi su TwitterCondividi su Facebook venerdì 9 marzo 2012 Buon fine settimana e buon ascolto con i Groove Armada Pubblicato da Lorenzo a 21:30 4 commenti Invia tramite emailPostalo sul blogCondividi su TwitterCondividi su Facebook Etichette: video musicale mercoledì 7 marzo 2012 Il mio 8 Marzo, da sempre "La prima causa di morte e di invalità permanente per le donne fra i 16 e i 44 anni in Occidente e nel mondo è la violenza subita da familiari o conoscenti.Violenze psicologiche, minacce, schiaffi, calci, pugni, strangolamenti e soffocamenti, stupri, ustioni chimiche, molestie, rapporti sessuali, non desiderati o umilianti.Tra 100 e 140 milioni di bambine, ragazze e donne, hanno subito nel mondo una forma di mutilazione genitale.Nel mondo ogni anno vengono stuprate 150 milioni di bambine, la maggior parte degli stupri proviene dal partner o dall’ambito famigliare.Nel mondo oltre il 90% delle violenze non è mai stata denunciata. Il 44% di donne giudica le violenze subite semplicemente ?qualcosa di sbagliato’.In Italia la percentuale di donne che ha subito violenza sessuale o verbale( inteso come dare della puttana o altro) più di una volta raggiunge il 78,7%. L’81,7% di donne che ha subito ricatti sessuali non parla sul luogo di lavoro.Quasi nessuna delle vittime ha denunciato l’episodio alle forze dell’ordine."(Tratto da internet, fonte ISTAT)Quindi non solo oggi, ma ogni giorno dell'anno lo dedico alle donne che subiscono violenza affinchè trovino la forza, insieme ad altre persone, di denunciarlaLo dedico ai loro figliA tutte le Rossella Urru e Maria Sandra del mondoA tutte quelle donne che ogni giorno lottano contro la burocrazia e la stupidità umanaA tutte quelle donne che subiscono l'arroganza e la stupidità di noi uominiE lo dedico soprattutto a tutte quelle donne, che si sentono donna in tutto e per tutto, ma che la natura non ha regalato loro un corpo femminile bensì maschile e viceversa.Quindi la giornata di oggi non è una festa, anche se forse lo sarà e forse giustamente, ma è per me una giornata dove tutto il mondo deve chiedere scusa alle donne, tutte e una volta per tutte.Restando in Italia, ecco come la nostra società vede la donna tramite quel fenomeno da baraccone che è la TV italiana. Credo che anche in questo caso, alle donne italiane, le si debba le più sentite scuse, ovviamente dopo aver abolito questo genere di rappresentazione.Ad ogni buon conto buon 8 Marzo a tutte le donne del mondoLorenzo Pubblicato da Lorenzo a 23:01 20 commenti Invia tramite emailPostalo sul blogCondividi su TwitterCondividi su Facebook Etichette: donne, politica lunedì 5 marzo 2012 Pier Paolo Pasolini Oggi, 5 Marzo, ricorre l'anniversario della nascita di Pasolini. Regista, poeta, attore, scrittore, giornalista.Non se ne parla quasi più di questo grande talento dell'arte e della cultura italiana, portatore di idee nuove e un modo nuovo di fare cinema.E' stato, secondo me, uno dei più attenti osservatori della nostra società, dei suoi cambiamenti, con le sue lucide analisi sia in chiave marxista che con la sua proverbiale libertà di giudizio, tanto da essere espulso dal PCI negli anni seguenti.Molto critico nei riguardi della società borghese, dove per borghesia non intendeva una classe sociale ben definita, ma tutti quei soggetti che con le loro conformità di idee si mettevano contro il progresso e contro i cambiamenti.Critico in modo radicale nei confronti della chiesa, vista da lui come la portavoce dell'immobolismo borghese, se la prese anche con alcuni soggetti del '68, i famosi figli di papà, che con certi loro atti, secondo il suo pensiero, non fecero altro che alimentare il pensiero borghese.Ma lo voglio ricordare con questo bellissimo brano da lui scritto sul potere:"Nulla è più anarchico del potere, il potere fa praticamente ciò che vuole. E ciò che il potere vuole è completamente arbitrario o dettato da sua necessità di carattere economica, che sfugge alle logiche razionali. Io detesto soprattutto il potere di oggi.Ognuno oggi ha il potere che subisce, è un potere che manipola i corpi in una maniera orribile e che non ha niente da invidiare alla manipolazione fatta da Himmler o Hitler. Manipola trasformandone la coscienza, cioè nel modo peggiore istituendo dei nuovi valori che sono valori alienanti e falsi.I valori del consumo, che compiono quello che Marx chiama: "un genocidio delle culture viventi".Sono caduti dei valori e sono stati sostituiti con altri valori sono caduti dei modelli di comportamento e sono stati sostituiti con altri modelli di comportamento. Questa sostituzione, non è stata voluta dalla gente, dal basso, ma sono stati imposti dagli illustri del sistema nazionale. Volevano che gli italiani consumassero in un certo modo e un certo tipo di merce e per consumarlo dovevano realizzare un altro modello umano.Il regime, è un regime democratico, però quella acculturazione, quella omologazione che il fascismo non è riuscito assolutamente a ottenere, il potere di oggi, il potere della società di consumi è riuscito a ottenere perfettamente, distruggendo le varie realtà particolari.E questa cosa è avvenuta talmente rapidamente che noi non ce ne siamo resi conto. È stata una specie di incubo in cui abbiam visto l'italia intorno a noi distruggersi, sparire e adesso risvegliandoci forse da quest'incubo e guardandoci intorno, ci accorgiamo che non c'è più niente da fare.L'uomo è sempre stato conformista. La caratteristica principale dell'uomo è quella di conformarsi a qualsiasi tipo di potere o di qualità di vita trovi nascendo. Forse più principalmente l'uomo è narciso, ribelle e ama molto la propria identità ma è la società che lo rende conformista e lui ha chinato la testa una volta per tutte agli obblighi della società.Io mi rendo ben conto che se le cose continuano così l'uomo si meccanizzerà talmente tanto, diventerà così antipatico e odioso, che, queste libertà qui, se ne andranno completamente perdute."E con qualche sua frase famosa che sono di una attualità disarmante:"Amo ferocemente, disperatamente la vita. E credo che questa ferocia, questa disperazione mi porteranno alla fine. Amo il sole, l'erba, la gioventù. L'amore per la vita è divenuto per me un vizio più micidiale della cocaina. Io divoro la mia esistenza con un appetito insaziabile.Come finirà tutto ciò? Lo ignoro.""Basta ai giovani contestatori staccarsi dalla cultura, ed eccoli optare per l'azione e l'utilitarismo. Essi credono di spezzare il cerchio, e invece non fanno altro che rinsaldarlo""Che cos'è che ha trasformato i proletari e i sottoproletari italiani, sostanzialmente, in piccolo borghesi, divorati, per di più, dall'ansia economica di esserlo? Che cos'è che ha trasformato le "masse" dei giovani in "masse" di criminaloidi? L'ho detto e ripetuto ormai decine di volte: una "seconda" rivoluzione industriale che in realtà in Italia è la "prima": il consumismo che ha distrutto cinicamente un mondo "reale", trasformandolo in una totale irrealtà, dove non c'è più scelta possibile tra male e bene. Donde l'ambiguità che caratterizza i criminali: e la loro ferocia, prodotta dall'assoluta mancanza di ogni tradizionale conflitto interiore. Non c'è stata in loro scelta tra male e bene: ma una scelta tuttavia c'è stata: la scelta dell'impietrimento, della mancanza di ogni pietà."Lorenzo Pubblicato da Lorenzo a 18:49 22 commenti Invia tramite emailPostalo sul blogCondividi su TwitterCondividi su Facebook Etichette: arte, poeti, registi venerdì 2 marzo 2012 Inizio di primavera Auguro un buon weekend a tutti in questo bellissimo assaggio di primaveraLorenzo Pubblicato da Lorenzo a 20:43 10 commenti Invia tramite emailPostalo sul blogCondividi su TwitterCondividi su Facebook Etichette: video giovedì 1 marzo 2012 Addio Lucio Dalla "Vittima di un attacco cardiaco, è morto il cantautore Lucio Dalla. Si trovava a Montreux, in Svizzera, per una serie di concerti. Il 4 marzo avrebbe compiuto 69 anni. Lo conferma la sua casa di produzione, Pressingline. Secondo quanto si è appreso, Dalla ieri sera stava bene ed era andato a dormire sereno. Assume così una valenza particolarmente simbolica il suo recentissimo passaggio a Sanremo, manifestazione a cui i cantautori hanno sempre guardato con diffidenza. Col senno di poi, il suo salire sul podio per assumere la direzione dell'orchestra durante il brano di Davide Carone Nanì , di cui era autore, sorridendo a favore di telecamera, appare come l'inconsapevole saluto di un artista indimenticabile...."Da La RepubblicaMi dispiace davvero molto, un cantautore fra i più seguiti in Italia, un poeta completo. Ricordo anche le sue canzoni a carattere sperimentale negli anni 60-70 con album tipo Anidride Solforosa, dove, partendo dalla melodia italiana creò comunque un genere all'avanguardia.Voglio ricordarlo con il video qui sotto, credo uno dei brani che più lo rappresenti.Lorenzo Pubblicato da Lorenzo a 13:08 26 commenti Invia tramite emailPostalo sul blogCondividi su TwitterCondividi su Facebook Etichette: musica mercoledì 29 febbraio 2012 Liberate Rossella Urru Rossella Urru lavorava con la ONG ‘Comitato internazionale per lo Sviluppo dei Popoli’. Fino al 22 ottobre scorso. Quella notte è stata rapita insieme ai suoi colleghi spagnoli Enric Gonyalons e Ainhoa Fernandez che lavoravano con lei al campo profughi di Tindouf, dove da 36 anni il popolo saharawi vive in esilio. Secondo Khatri Addouh, presidente del parlamento saharawi, sarebbe detenuta in Mali al confine con il Niger in mano ad un’organizzazione terroristica. Il sequestro è stato rivendicato dal Movimento Unito per la jiahad in Africa, un gruppo in ascesa che probabilmente con questo sequestro ha puntato ad avere visibilità internazionale nel frastagliato mondo di piccoli e grandi gruppi in guerra tra loro in una torbida miscela di povertà, fanatismo e criminalità.Il 12 dicembre un giornalista dell’Afp vede un video grazie un mediatore che si sta adoperando per la liberazione degli ostaggi. Il filmato si apre con il nome dell’organizzazione (Tawhid Wal Jihad Fi Garbi Afriqqiya) e mostra i volti di un uomo e due donne: Rossella è viva, dunque. Nel video indossa una tunica di colore blu e un velo giallo come la sabbia,alle sue spalle uomini armati con il viso coperto da un turbante.E’ l’ultima foto di Rossella che è rimbalzata per il mondo poi, passati i secondi veloci della sensazione, tra i media è calato un immorale silenzio. Ci sono sequestri che sono troppo complicati da spiegare e troppo ventosi e normali per rimanere notiziabili. Evidentemente bisogna avere anche la fortuna di essere sequestrati nel modo giusto per rimanere in pagina nei giornali. Da qualche tempo la voce d’indignazione e di vicinanza per Rossella è uscita dai confini sardi e ha cominciato ad urlare più forte: Geppi Cucciari dal palco di Sanremo ha alzato la voce, Il Tg3 ha dedicato a Rossella Urru uno spazio per chiederne la liberazione, il Comune di Milano ha acceso i riflettori a Palazzo Marino, il Popolo Viola ha rilanciato l’appello e molti altri si sono mobilitati.Da qualche tempo è stato aperto anche un blog che si apre con questa parole: In molti abbiamo vacillato di impotenza. Ci siamo sentiti infinitamente soli di fronte a tanto assurdo, svuotati da tanta assenza improvvisa. Così ci siamo chiusi in un lungo silenzio. Ma quello che noi credevamo un silenzio si è rivelato essere in realtà un coro di voci giunte da ogni dove. Un coro di solidarietà e di affetto che, dalla notte tra il 22 e il 23 ottobre, diventa sempre più accorato, sempre più grande e sincero. Senza addentrarsi in considerazioni ed analisi di ordine politico o religioso, lasciando quindi che siano gli esperti ad occuparsene in altre sedi più appropriate, questo blog vorrebbe solamente essere il punto di incontro fra tutte queste voci. Raccogliendo e condividendo in un unico spazio libero e aperto a tutti le numerose testimonianze per l’immediata liberazione di Rossella Urru.Non facciamoci sequestrare anche la voce: la solitudine ha bisogno del buio e del silenzio per bruciare impunemente. Accendiamo la luce su Rossella Urru.(Foto: www.rossellaurru.it)Da il fatto Quotidiano Pubblicato da Lorenzo a 00:00 14 commenti Invia tramite emailPostalo sul blogCondividi su TwitterCondividi su Facebook Etichette: politica lunedì 27 febbraio 2012 Noi siamo abitati da libri e amici Quel che abbiamo letto di più bellolo dobbiamo quasi sempre a una persona cara.Ed è a una persona cara che subito ne parleremo.Forse proprio perché la peculiarità del sentimento,come del desiderio di leggere, è il fatto di preferire.Amare vuol dire, in ultima analisi,far dono delle nostre preferenze a coloro che preferiamo.E queste preferenze condivise popolano l'invisibile cittadella della nostra libertà.Noi siamo abitati da libri e da amici.Daniel Pennac - Come un Romanzo Pubblicato da Lorenzo a 12:52 12 commenti Invia tramite emailPostalo sul blogCondividi su TwitterCondividi su Facebook Etichette: frasi, scrittori e scrittrici domenica 26 febbraio 2012 Monologo finale "Io ne ho viste cose che voi innocenti non potete nemmeno immaginare...avvocati da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di San Vittore..E ho visto i raggi TV balenare dal buio vicino le porte di Arcore..E tutti quei bei reati andranno perduti nel tempo come sentenze nella pioggia...È ...tempo....di prescrivere..."Lorenzo Pubblicato da Lorenzo a 13:41 12 commenti Invia tramite emailPostalo sul blogCondividi su TwitterCondividi su Facebook Etichette: berlusconi, politica venerdì 24 febbraio 2012 Hommage à la Bretagne Se un giorno vedessi che una immensa pietra ti sorride.....quella è la BretagnaAn hini a garan, 'm eus kollet da viken 'Mañ degouezhet pell ha ne zistroio ken Ha setu ma kanan, kanan keti ketañ Ha setu ma kanan d'an hini a garan Colui che amo l'ho perduto per sempre, è partito lontano e non tornerà mai più. Ed ecco che ora canto, canto le mie canzoni ed ecco che ora canto, canto a colui che amo. (canzone pacifista bretone) Pubblicato da Lorenzo a 23:58 13 commenti Invia tramite emailPostalo sul blogCondividi su TwitterCondividi su Facebook giovedì 23 febbraio 2012 Petizione per l'abolizione della legge sulle "Dimissioni in bianco" "Siamo 188 donne autorevoli e determinate a difendere la dignità e l'autonomia femminile. Stiamo infatti chiedendo alla Ministra del Lavoro e delle Pari Opportunità Elsa Fornero di ripristinare la legge 188 del 2007 che impediva la pratica delle finte dimissioni volontarie, le dimissioni “in bianco”, fatte firmare al momento dell'assunzione per essere utilizzate quando quel lavoratore avrà una lunga malattia, quella lavoratrice si sposerà o all'inizio di una gravidanza. È una pratica che colpisce soprattutto le giovani donne e che si può considerare, in termini generali, un abuso contro lo Stato di diritto.Ci teniamo a ricordare tre cose:1) la legge non rappresenta un onere economico per la collettività e può essere applicata, utilizzando le tecnologie informatiche, con procedure semplicissime;2) la legge fu approvata da un arco ampio di forze politiche ma subito abrogata dal governo Berlusconi nel maggio 2008;3) proseguire nell'assenza di una norma può spingere i datori di lavoro più spregiudicati a perseverare nell'ingiustizia."Le 14 donne promotrici:Roberta AgostiniRitanna ArmeniGiovanna CasadioTitti Di SalvoMariella GramagliaRaffaella LambertiMaria Pia ManninoMarisa NicchiLiliana OcminAnna ReaSerena SorrentinoSoana TortoraSara VentroniLINK PER FIRMARE CLICCA QUI Pubblicato da Lorenzo a 21:41 5 commenti Invia tramite emailPostalo sul blogCondividi su TwitterCondividi su Facebook Etichette: diritto, donne, lavoro, politica martedì 21 febbraio 2012 Quando un uomo non è libero "Mi dica, in coscienza, lei può considerare veramente libero un uomo che ha fame, che è nella miseria, che non ha lavoro, che è umiliato perché non sa come mantenere i suoi figli ed educarli? Questo non è un uomo libero. Sarà libero di bestemmiare, di imprecare, ma questa non è libertà. La libertà senza giustizia sociale è una conquista vana."( Sandro Pertini ) Pubblicato da Lorenzo a 20:51 16 commenti Invia tramite emailPostalo sul blog  

 

 

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