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in evidence:

function popupCenter(url,width,height,xtr) { var top=(screen.height-height)/2; var left=(screen.width-width)/2; window.open(url,"",xtr+",top="+top+",left="+left+",width="+width+",height="+height); } Madre Eugenia Elisabetta Ravasio Conoscere per amare Settembre 2011 D L M M G V S 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 function searchbox(_form) { for (i=0;i Photos albums Madre Eugenia Ravasio function checkEmail(e) {var re = /^\+?\w+([\+\.-]?\w+)*@\w+([\.-]?\w+)*(\.\w{2,})+$/;return re.test(e.toLowerCase());}NewsletterIscrivitiCancella la tua iscrizione Post recenti Consoliamo il Cuore afflitto del Padre L'Ostia miracolosa (Il parroco Deloudes) Dio è mio Padre! Preghiera di Madre Eugenia Chi era Madre Eugenia? Padre, sii conosciuto, onorato e amato da tutti... 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Nicoletta su Madre Eugenia: profeta dei nostri tempi Nicoletta su Madre Eugenia: profeta dei nostri tempi Marcello su Preghiera di Madre Eugenia tina su Madre Eugenia Ravasio : profeta dei nostri tempi Welleloriep su L'Ostia miracolosa (Il parroco Deloudes) Gloria su Madre dei lebbrosi Archivi 2011-08 2011-06 2011-01 2010-10 2010-08 2010-07 2010-04 2009-11 2009-10 2009-08 Tutti gli archivi  RSS   Atom Ségnalo Aggiungi dio_amore alla mia lista amici Tag più cercati ravasio icona padre padre pio lebbra madre eugenia dio padre raoul follereau lebbrosi fatima lia galdiolo messaggio madre eugenia ravasio 06/08/2011 Consoliamo il Cuore afflitto del Padre   “Maria Regina delle Vittorie!”  Carissimi figli del Padre sparsi nel mondo, invito tutti a fare una veglia di preghiera dal 6 al 7 agosto per ringraziare il Padre dell’infinito Amore che ha per noi e della Sua Misericordia nel perdonare tutti i nostri peccati.  Per Lui, il Padre vero, il Padre nostro, il Padre di tutti i padri della terra, facciamo questa veglia di preghiera dalle 22.00 del giorno 6 alle ore 22.00 del giorno 7 – così come  fa il Vescovo Jan Sobilu a Zaporoze (Ucraina).  Il Padre potrà essere consolato e amato da tanti Suoi figli.  Non dimentichiamo che la Madonna a Fatima disse ai tre Pastorelli: “Consolate il Cuore del Padre afflitto”, e oggi più che mai è afflitto per il rinnegamento dell’80 per cento dei Suoi figli.  Stringiamoci attorno a Lui dicendoGli tutto il nostro Amore e la nostra Fedeltà. 06:39 Scritto da: dio_amore in religione | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook 04/08/2011 L'Ostia miracolosa (Il parroco Deloudes)   Il confessore della casa religiosa si rifiuta di ascoltare le confessioni di questa strana suora perché Â«non gli dice i peccati!» . Le viene perciò concesso di andare a confessarsi, con un permesso che la superiora generale le dà quando e come vuole, dal parroco del luogo, Deloudes, il primo che in parte la capirà e ne prenderà le difese. Nel sacramento della confessione lo Spirito Santo deve avergli fatto capire che questa penitente alla quale altri negano l'assoluzione è un'anima particolare, e comincia a nutrire per lei una stima che diviene poi venerazione.   Chiamato una volta a portare la comunione a suor Eugenia malata, spezza la Particola dandone alla malata solo la metà; l'altra metà la mette in una teca e la tiene continuamente esposta all'altare della Madonna della sua parrocchia, con una lampada sempre accesa, sostenendo che quell'Ostia è miracolosa.   La voce si sparge presto, e molte persone vanno all'altare della Madonna a chiedere grazie a Gesù in quella mezza Ostia: inizia una catena di miracoli che continuerà ininterrotta fino a quando quell'Ostia resterà esposta, cioè fino a quando il parroco Deloudes rimane in vita.   Ma le superiore non condividono l'opinione del parroco circa suor Eugenia e si riuniscono per decidere una volta per tutte la sorte di questa suorina venuta dall'Italia, malata, sfaticata, restia a parlare persino col confessore. Il verdetto unanime è che deve andarsene via:   «Una sera mi danno una valigia in mano, mi tolgono l'abito e il velo, mi     danno i soldi per il viaggio e mi ordinano di partire con il treno delle 22. Senonché fuori della porta del convento incontro il parroco, lo saluto, mi domanda dove vado e sorpreso chiama la superiora generale; parlano un po' tra di loro, fanno chiamare la superiora locale e dopo che hanno parlato a lungo mi rimettono il velo e il vestito e mi dicono di andare a letto».   Riprende il suo lavoro. La superiora generale diventa più gentile, la superiora locale non parla più. Suor Eugenia «lavora nel silenzio e nell'intimità col suo Dio». La spaventosa prova è finita. Satana ha perso un'altra battaglia.               05:58 Scritto da: dio_amore in religione | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook 07/06/2011 Dio è mio Padre! Otto giorni dopo aver fatto la professione suor Eugenia viene mandata alla casa madre di Lione. Ha l'incarico di fare le pulizie nel settore del convento ove risiedono le superiore generali, di accendere le varie stufe nelle loro stanze e di dare una mano nel guardaroba. Trova un ambiente di divisioni profonde, con la superiora generale in lotta con la superiora locale e con tutto un intrigo di partitismi e di nazionalismi che hanno spaccato la comunità in tanti piccoli gruppi. Come suo stile, si trincera in un continuo silenzio cercando di amare e di servire tutte senza schierarsi da nessuna parte, con l'unico risultato che si attira le rappresaglie di tutti i versanti. Gli insulti più frequenti e gratuiti le vengono scagliati perché è italiana, perché è straniera. Queste assurdità generano nel suo spirito un'amarezza profonda, un senso di vuoto e di smarrimento: ha lasciato casa, lavoro, patria per entrare in una famiglia più grande, unita nell'amore e nella luce dello spirito e ha trovato un mondo senza amore, incrinato da mille fratture di umanità. La assale il dubbio di aver sbagliato tutto, di aver fatto fallimento su tutta la linea. «Dio è mio Padre» Con l'animo amareggiato sino all'agonia si rifugia nel Padre, come Gesù nel Getsemani, e durante la Messa comunitaria sente sgorgare dal suo intimo le tre invocazioni: «Padre Divino, dolce speranza delle anime nostre, sii conosciuto, onorato e amato da tutti gli uomini!» «Padre Divino, bontà infinita che s'effonde su tutti i popoli, sii conosciuto, onorato e amato da tutti gli uomini!» «Padre Divino, rugiada benefica dell'umanità, sii conosciuto, onorato e amato da tutti gli uomini!» Ha ormai una pace e una forza nuove. Finalmente capisce perché Gesù, nella preghiera del giovedì santo, chiede al Padre che «siano uno»: l'amore, l'unità, la pace scaturiscono dal Cuore del Padre e l'uomo mai potrà realizzare queste divine realtà se non le attingerà direttamente da questa fonte. La stessa sera suor Eugenia scrive la splendida preghiera «Dio è mio Padre»: «Padre mio che sei nei cieli, com'è dolce e soave il sapere che Tu sei mio Padre e che io sono figlio Tuo! E soprattutto quando più cupo è il cielo, dell'anima mia e più pesante è la mia croce, che sento il bisogno di ripeterTi: Padre, credo nel Tuo amore per me! Si, credo che Tu mi sei Padre ogni momento della vita e che io sono figlio Tuo! Credo, che mi ami con amore infinito! Credo che vegli giorno e notte su di me e neppure un capello cade dalla mia testa senza il Tuo permesso! Credo che, infinitamente Sapiente, sai meglio di me ciò che mi è utile. Credo che, infinitamente Potente, puoi trarre il bene anche dal male! Credo che, infinitamente Buono, fai servir tutto a vantaggio di quelli che Ti amano: ed anche sotto le mani che percuotono io bacio la Tua mano che guarisce! Credo... ma aumenta in me la fede, la speranza e la carità! Insegnami a vedere sempre il Tuo amore come guida in ogni evento della mia vita. Insegnami ad abbandonarmi a Te a guisa di un bimbo nelle braccia della mamma. Padre, Tu sai tutto, Tu vedi tutto, Tu mi conosci meglio di quanto io mi conosca: Tu puoi tutto e Tu mi ami! Padre mio, poiché Tu vuoi che ricorriamo sempre a Te, eccomi con fiducia a chiederTi, con Gesù e Maria……… Per questa intenzione, unendomi ai loro Sacratissimi Cuori, Ti offro tutte le mie preghiere, i miei sacrifici e le mortificazioni, tutte le mie azioni ed una maggiore fedeltà al mio dovere. Dammi la luce, la grazia e la forza dello Spirito Santo! Confermami in questo Spirito in modo che io non abbia mai a perderLo, né a contristarLo né ad affievolirLo in me. Padre mio, è in nome di Gesù, Tuo Figlio, che Te lo domando! E Tu, o Gesù, apri il Tuo Cuore e mettivi il mio, e con quello di Maria offrilo al nostro Divin Padre! Ottienimi la grazia di cui ho bisogno! Padre Divino, chiama a Te gli uomini tutti. Il mondo intero proclami la Tua paterna Bontà e la Tua Divina Misericordia! Siimi tenero Padre e proteggimi ovunque come la pupilla del Tuo occhio. Fà che io sia sempre degno figlio Tuo: abbi pietà di me!». Queste preghiere, approvate nel 1935 da mons. Girard, Vicario apostolico del Cairo e nel 1936 dal cardinale Verdier, Arcivescovo di Parigi, sono state tradotte in decine di lingue e diffuse in ogni parte del mondo. A molte anime hanno donato la pace e una fiducia nuova in Dio, in diversi casi sono state confermate dall'intervento straordinario del Padre. E questo non deve suscitare meraviglia, dal momento che Gesù ci ha assicurato che tutto quello che chiederemo al Padre in nome suo, lo otterremo.   05:40 Scritto da: dio_amore in religione | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook 05/06/2011 Preghiera di Madre Eugenia Vergine Maria, Mamma di Gesù e Mamma mia dolcissima, metto tutta la mia vita nelle tue mani, adorando sempre e in tutto la divina Volontà del PADRE! Offrila a Gesù nell'Amore dello Spirito Santo, affinché tutti arrivino nella Casa del PADRE: finalmente UNA SOLA FAMIGLIA nell'Eterna Beatitudine PER LA GLORIA DEL PADRE. Aiutami Tu, Mamma, a vivere con Gesù da vera figlia del PADRE in una consacrazione totale al Vangelo. Amen. Regina dell'Unità, prega per noi 18:35 Scritto da: dio_amore in religione | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook Chi era Madre Eugenia?     S. E. Mons. Alexandre Caillot, Vescovo di Grenoble, ha fornito a conclusione dei lavori della Commissione di esperti convocati da varie parti della Francia per il processo diocesano da lui stesso avviato nel 1935 e che durò durato dieci anni. Fra gli altri fecero parte della commissione: il Vicario del Vescovo di Grenoble Mons. Guerry, teologo; i fratelli gesuiti Alberto e Augusto Valencin, tra le massime autorità in campo filosofico e teologico ed esperti in valutazione di casi simili; due dottori in medicina, uno dei quali psichiatra.    "Sono passati dieci anni da quando, come Vescovo di Grenoble, ho deciso l’apertura di un'inchiesta sul caso di Madre Eugenia. Possiedo ora elementi sufficienti per portare alla Chiesa la mia testimonianza di Vescovo. 1) Una prima certezza si pone in piena luce dall’inchiesta: quella delle  solide virtù di Madre Eugenia.Fin dai primi tempi della sua vita religiosa la Suora aveva attirato l’attenzione delle Superiore per la sua pietà, la sua obbedienza, la sua umiltà.Le Superiore, turbate dal carattere straordinario dei fatti che si erano verificati durante il suo noviziato, erano intenzionate a non tenerla in convento. Esse esitarono e dovettero rinunciare al loro progetto, data la vita esemplare della Suora.Durante l’inchiesta, Suor Eugenia dette prova di grande pazienza e di perfetta docilità, sottomettendosi a tutti gli esami medici senza lamentarsi, rispondendo agli interrogatori, spesso lunghi e penosi, delle Commissioni teologiche e mediche, accettando le contraddizioni e le prove.Tutti gli inquirenti hanno lodato soprattutto la sua semplicità.Parecchie circostanze hanno permesso anche di scoprire che la Suora era capace di praticare le virtù in modo eroico, come testimoniano i teologi, specialmente l’obbedienza nel corso dell’inchiesta del rev. p. Auguste Valencin, nel giugno 1934, e l’umiltà, come nella dolorosa giornata del 20 dicembre 1934.Per quanto riguarda le sue funzioni di Superiora Generale, posso attestare che l’ho trovata molto dedita al dovere, consacrata al suo compito - che doveva tuttavia sembrarle molto più difficile poiché non vi era preparata - piena di grande amore per le anime, la sua Congregazione e la Chiesa. Quelli che le vivono vicino sono colpiti, come lo sono io stesso, dalla sua forza d’animo nelle difficoltà.Non sono soltanto le virtù che mi impressionano, sono le qualità che la Madre rivela nell’esercizio dell’autorità ed il fatto che una suora, poco istruita giunga ad essere designata per la più alta funzione della sua Congregazione. C’è già in questo qualcosa di straordinario e, da questo punto di vista, l’inchiesta fatta dal mio Vicario Generale Mons. Guerry il giorno dell’elezione è molto suggestiva. Le risposte delle capitolari, tutte, superiore e delegate delle diverse missioni, hanno mostrato che - nonostante la giovane età della candidata e gli ostacoli canonici che normalmente avrebbero indotto a scartare la sua nomina - esse sceglievano Suor Eugenia come Superiora Generale in considerazione delle sue qualità di giudizio, di equilibrio, di energia e di fermezza. La realtà sembra aver di gran lunga sorpassato le aspettative che le elettrici ponevano in colei che esse designavano.Ciò che ho maggiormente notato in lei è innanzi tutto la sua intelligenza luminosa, viva, penetrante. Ho detto che la sua istruzione era stata carente, ma ciò per delle ragioni estranee alla sua volontà: la lunga malattia di sua madre l’aveva obbligata, giovanissima, a prendersi cura della casa e a rimanere molto spesso assente dalla scuola. Seguirono poi, fino alla sua entrata in convento, i duri anni della vita in fabbrica come tessitrice. Nonostante queste lacune di base, le cui conseguenze sono evidenti nel suo modo di scrivere e nell’ortografia, Madre Eugenia tiene numerose conferenze alla sua Comunità. Da notare che ha redatto lei stessa le circolari alla sua congregazione e i contratti conclusi con i municipi o Consigli d’amministrazione per gli istituti ospedalieri affidati alle Suore di Nostra Signora degli Apostoli. Ha composto un lungo direttorio. Vede chiaro e giusto in ogni situazione, anche nei casi di coscienza. Le sue direttive sono nette, precise, particolarmente pratiche. Conosce singolarmente ognuna delle sue 1400 figlie, le loro attitudini e le loro virtù, e così, nell'attribuire i diversi compiti, riesce a scegliere quelle tra loro che sono le più qualificate. Ha anche una esatta e personale conoscenza dei bisogni, delle risorse della sua Congregazione e della situazione di ogni casa. Ha visitato tutte le sue missioni.Vogliamo sottolineare anche il suo spirito di lungimiranza. Ella ha adottato tutte le disposizioni necessarie perché nell’avvenire ogni Istituto ospedaliero o scolastico abbia le suore diplomate e quanto occorre per vivere e svilupparsi. Infine mi sembra particolarmente interessante far notare: Madre Eugenia sembra dotata di spirito di decisione, realismo e volontà realizzatrice. In sei anni ha dato vita a 67 fondazioni e ha saputo apportare dei miglioramenti veramente utili nella Congregazione.Se metto in evidenza le sue qualità di intelligenza, di giudizio, di volontà, le sue attitudini di amministrazione, è perché esse mi sembrano tali da fugare definitivamente tutte le ipotesi formulate nel corso dell’inchiesta e risultate quindi insoddisfacenti e insostenibli: ipotesi di allucinazione, di illusione, spiritismo, isterismo, delirio.La vita della Madre è una costante conferma e manifestazione del suo equilibrio mentale e generale e, anche agli stretti osservatori, questo equilibrio sembra essere la nota dominante della sua personalità. Le altre ipotesi di suggestionabilità, di maneggiabilità, che avevano spinto gli inquirenti a domandarsi se non fossero in presenza di una natura molto impressionabile, come uno specchio sfaccettato che risente di tutte le influenze e le suggestioni, sono state ugualmente smentite dalla realtà quotidiana. Madre Eugenia, benché dotata di una natura sensibile e di un temperamento emotivo, ha dato prova che non usava preferenze riguardo a nessuno, e che, lungi dal lasciarsi influenzare dalle considerazioni umane, sapeva sostenere i suoi progetti, la sua attività, le sue realizzazioni e imporsi agli altri per il suo fascino personale. Un semplice racconto val più che ogni apprezzamento: l’indomani della sua elezione a Superiora Generale ella dovette procedere alla nomina di alcune Superiore; ebbene, non esitò a sostituirne una che pur aveva appena votato per lei e che, sbarcando in Egitto, apprese la revoca dell'incarico, notificatale per via aerea. 2) Sull’oggetto della Missione:L’oggetto della Missione che sarebbe stato affidato a Madre Eugenia è preciso, e, dal punto di vista dottrinale, mi pare legittimo ed opportuno.Oggetto preciso: far conoscere ed onorare il Padre, soprattutto con l’istituzione di una festa speciale, chiesta alla Chiesa. L’inchiesta ha stabilito che una festa liturgica in onore del Padre ben si collocherebbe nella linea di tutto il culto cattolico, conforme al movimento tradizionale della preghiera cattolica, che è un’ascensione verso il Padre, mediante il Figlio, nello Spirito, come lo provano le orazioni della Messa e l’oblazione liturgica al Padre nel Santo Sacrificio. D’altra parte, tuttavia, è strano che non esista nessuna festa speciale in onore del Padre: la Trinità è onorata come tale, il Verbo e lo Spirito Santo sono onorati nella loro missione e nelle loro manifestazioni esteriori, solo il Padre non ha una festa propria, che attirerebbe l’attenzione del popolo cristiano sulla sua Persona. Come risulta da una inchiesta abbastanza estesa compiuta presso numerosi fedeli delle diverse classi sociali e perfino presso numerosi preti e religiosi, questa assenza di una festa liturgica in Suo onore è attribuibile al fatto che: “Il Padre non è conosciuto, non lo si prega, non si pensa a Lui». Chi ha condotto la ricerca scopre anche, con stupore, che un gran numero di cristiani si allontanano dal Padre perché vedono in Lui un Giudice terribile. Preferiscono rivolgersi all’umanità del Cristo, e quanti domandano a Gesù di proteggerli contro la collera del Padre!Una festa speciale avrebbe dunque come primo effetto di ristabilire l’ordine nella pietà di molti cristiani e di ricondurli alla consegna del divin Salvatore: “Tutto ciò che chiederete al Padre, nel mio nome...”, e ancora: “Voi dunque, pregherete così: Padre nostro...”.Nello stesso tempo, una festa liturgica in onore del Padre li aiuterebbe anche ad elevare lo sguardo verso Colui che l’apostolo san Giacomo chiamava: «il Padre di Luce, dal quale ci vengono tutti i doni...». Abituerebbe le anime a considerare la Bontà divina, i benefici di Dio, la sua Provvidenza paterna, e che questa Provvidenza è proprio quella di Dio Trinità; ed è per la sua natura divina, comune alle tre Persone, che Dio spande sul mondo i tesori ineffabili della sua Misericordia infinita.Sembrerebbe dunque, a prima vista, che non ci sia nessuna ragione speciale per onorare il Padre in particolare, tuttavia, non è forse il Padre che ha mandato Suo Figlio nel mondo? Se è sommamente giusto rendere un culto al Figlio e allo Spirito, per le loro manifestazioni esteriori, non sarebbe giusto e doveroso rendere grazie a Dio Padre, come lo domandano i prefazi della Messa, per il dono che Egli ci ha fatto di Suo Figlio?L’oggetto proprio di questa festa speciale si delinea allora in maniera netta: onorare il Padre, ringraziarLo, lodarLo per averci dato Suo Figlio; in una parola, come dice esattamente il Messaggio, onorarLo, ringraziarLo e lodarLo quale Autore della Redenzione. Rendere grazie a Colui che ha tanto amato il mondo da dare il Suo unico Figlio perché tutti gli uomini, riuniti nel Corpo Mistico del Cristo, in questo Figlio, divengano figli in Lui. Nel momento in cui il mondo, turbato dalle dottrine del laicismo, dell’ateismo e delle filosofie moderne, non conosce più Dio, il vero Dio, questa festa non farebbe conoscere a molti il Padre vivente che Gesù ci ha rivelato, il Padre di misericordia e di bontà? Non contribuirebbe ad accrescere il numero di quegli adoratori del Padre «in spirito e verità» che Gesù ha annunciato? Nel momento in cui il mondo, sconvolto dalle guerre micidiali, va provando il bisogno di cercare un principio solido di unione, per un riavvicinamento tra i popoli, questa festa porterebbe una grande luce, insegnando agli uomini che essi hanno tutti nel cielo lo stesso Padre: Colui che ha donato loro Gesù, verso il quale li attira, come membra del suo Corpo Mistico, nell’unità dello stesso Spirito d’Amore! Nel momento in cui tante anime, sfinite o stanche dalle prove della guerra, potrebbero bramare di volgersi verso una vita interiore profonda, non sarebbe questa festa capace di muoverle «dal di dentro», per adorare il Padre che è nel segreto, e per offrirsi in una oblazione filiale e generosa al Padre, sorgente unica della vita della Trinità Santa in loro? Una tale festa non conserverebbe il bel movimento di vita soprannaturale che trascina logicamente le anime verso l’infanzia spirituale e verso la vita filiale con il Padre, mediante la confidenza, l’abbandono alla Volontà Divina, lo spirito di fede?D’altra parte, distinto da questa questione di una festa speciale e qualunque sia la decisione della Chiesa su questo punto, vi è un problema di dottrina che si pone. Illustri teologi pensano che la dottrina dei rapporti dell’anima con la Trinità debba essere approfondita e che essa potrebbe essere, per le anime, una sorgente di luce sulla vita di unione tra il Padre ed il Figlio, di cui parla S. Giovanni, e sulla partecipazione alla vita di Gesù, Figlio del Padre, e specialmente al suo amore filiale per Lui.Qualunque cosa ne sia di questi problemi teologici, ciò che voglio qui sottolineare, è questo fatto: una povera ignorante in teologia dichiara di avere comunicazioni divine, che potrebbero essere molto ricche di dottrina.Le costruzioni immaginarie di una visionaria, sono povere, sterili, incoerenti. Al contrario, il Messaggio che Madre Eugenia dice esserle stato affidato dal Padre è fecondo, contrassegnato da un incrocio armonioso di due caratteri che lo rendono più sicuro: da una parte esso si pone nella tradizione della Chiesa, senza un aspetto di novità che potrebbe farlo tacciare di sospetto, poiché esso ripete incessantemente che è stato già detto tutto, mediante la rivelazione del Cristo su Suo Padre, e che tutto è nel Vangelo. Ma, d’altra parte, esso rende chiaro che questa grande Verità, sulla conoscenza del Padre, necessita di essere ripensata, approfondita, vissuta.La sproporzione tra la debolezza dello strumento - incapace esso stesso di scoprire una dottrina di questa natura - e la profondità del Messaggio che la Suora trasmette, non lascia intravedere che un’altra causa superiore, soprannaturale, divina è intervenuta per affidarle questo Messaggio?Io non vedo come, umanamente, si potrebbe spiegare la scoperta, da parte della Suora, di un’idea di cui gli inquisitori teologi hanno intravisto soltanto a poco a poco l’originalità e la fecondità.Un altro fatto mi sembra ugualmente molto suggestivo: quando Suor Eugenia ha annunciato che aveva avuto delle apparizioni del Padre, gli inquisitori teologi le hanno replicato che le apparizioni del Padre erano in se stesse impossibili, che esse non si erano mai verificate nella storia; a queste obiezioni la Suora ha resistito, dichiarando semplicemente: «Il Padre mi ha detto di descrivere quello che io vedevo. Egli chiede ai suoi figli teologi di cercare». La Suora non ha mai cambiato niente nelle sue spiegazioni, ha ribadito le sue affermazioni per lunghi mesi. Fu solo nel gennaio 1934 che i teologi scoprirono, nello stesso s. Tommaso d’Aquino, la risposta all’obiezione che essi sollevavano.La risposta del grande dottore, sulla distinzione tra l’apparizione e la missione, fu luminosa. Essa superò l’ostacolo che paralizzava tutta l’inchiesta. Contro sapienti teologi, la piccola ignorante aveva avuto ragione. Come spiegare umanamente, anche in questo caso, la luce, la saggezza, la perseveranza della Suora? Una falsa visionaria avrebbe cercato di adattarsi alle spiegazioni dei teologi. La Suora ha tenuto duro; ecco le nuove ragioni per le quali la sua testimonianza ci sembra degna di essere sostenuta con fiducia.In ogni caso, ciò che mi sembra degno di nota è questo atteggiamento di riserbo assunto a riguardo del meraviglioso. Mentre le false mistiche fanno passare in primo piano, anzi non vedono che le cose straordinarie, queste sono, nel caso della Suora, messe in secondo piano, a titolo di prove e di mezzi. C’è un’assenza di esaltazione, un equilibrio di valori che fanno buona impressione.Dell’inchiesta dei teologi dirò solo poche cose. I reverendi pp. Alberto e Augusto Valencin sono stimati per la loro autorità filosofica e teologica ed anche per la loro conoscenza nel campo della vita spirituale. Già in altre circostanze essi hanno dovuto intervenire per fatti del genere di quelli sottomessi, questa volta, al loro esame.Sappiamo che l’avevano fatto con molta prudenza. Queste sono le ragioni per cui, nella nostra scelta, abbiamo designato loro.Siamo loro riconoscenti per una collaborazione che fu devota e veramente coscienziosa. La loro testimonianza a favore della Suora e a credito di una spiegazione soprannaturale dei fatti nel loro insieme ha ancor più valore in quanto essi, per tanto tempo, avevano indugiato, dapprima ostili e scettici, poi esitanti. Si sono convinti poco a poco, dopo aver sollevato ogni tipo di obiezione e imposto alla Suora delle dure prove.Conclusioni Secondo la mia anima e la mia coscienza, con un vivissimo senso della mia responsabilità davanti alla Chiesa, dichiaro che l’intervento soprannaturale e divino mi sembra il solo capace di dare una spiegazione logica e soddisfacente dell’insieme dei fatti.Privo di tutto ciò che lo circonda, questo fatto essenziale mi sembra pieno di nobiltà, di elevazione, di fecondità soprannaturale.Un’umile religiosa ha richiamato le anime al vero culto, quello del Padre, tale come Gesù lo ha insegnato e come la Chiesa l’ha fissato nella sua liturgia. Non c’è in questo niente di allarmante, niente altro che di molto semplice e conforme ad una solida dottrina.I fatti meravigliosi che accompagnano questo messaggio potrebbero essere dissociati da quell’avvenimento centrale e questo conserverebbe tutto il suo valore. La Chiesa dirà se l’idea della Festa speciale può essere accolta al di là del fatto particolare legato alla Suora, e per delle ragioni dottrinali.Io credo che la grande prova dell’autenticità della Missione della Suora ci è fornita dal modo in cui lei applica alla vita reale la bella dottrina che ella sarebbe venuta a ricordare.  Reputo conveniente lasciarle continuare la sua opera. Credo che lì ci sia il dito di Dio e, dopo dieci anni di ricerca, di riflessione e di preghiera, benedico il Padre di essersi degnato di scegliere la mia diocesi come luogo di manifestazioni così toccanti del suo Amore". † ALEXANDRE CAILLOTVescovo di Grenobleall'epoca in cui è stato rivelato il Messaggio 18:35 Scritto da: dio_amore in religione | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: madre eugenia, ravasio, dio padre | OKNOtizie |  Facebook 1 2 3 4 5 6 7 8 9 Prossimo   // if($("center")) { Event.observe($("center"), "click", function(event) { elt = Event.findElement(event, "H3"); if (elt && elt.tagName == "H3") { tpId = elt.id; aId = tpId.replace("p","a"); if($(aId)) { if($(aId).target) { window.open($(aId).href); } else { document.location.href=$(aId).href; } } }; var eltAImg = Event.findElement(event, "a");if(!eltAImg)return; var ext = eltAImg.href.substring(eltAImg.href.lastIndexOf("."),eltAImg.href.length).toLowerCase(); if (eltAImg.tagName == "A" && eltAImg.childNodes[0].tagName == "IMG" && (ext==".jpg" || ext==".jpeg" || ext==".gif")) { var path="http://"+window.location.hostname+"/apps/media.php?url="+encodeURIComponent(eltAImg.href); popupCenter(path,490,490,"scrollbars=yes,resizable=yes"); }; }); Event.observe($("center"), "mouseover", function(event) { var eltAImg = Event.findElement(event, "a"); if(!eltAImg)return; var ext = eltAImg.href.substring(eltAImg.href.lastIndexOf("."),eltAImg.href.length).toLowerCase(); if (eltAImg.tagName == "A" && eltAImg.childNodes[0].tagName == "IMG" && (ext==".jpg" || ext==".jpeg" || ext==".gif")) { eltAImg.onclick = function() { return false; } } }); if($("box-lastupdatedblogs")) { if($("box-lastupdatedblogs").down("H2")) { lastupdatedtitleelt = $("box-lastupdatedblogs").down("H2"); lastupdatedtitleelt.replace("" + lastupdatedtitleelt.innerHTML + ""); } } } bstracker({blog:'103834',t:'65',post:'3634374,3630553,1528309,1506250,1413617'}) var site = "myblog.it"; var _rsCI="matrix-it"; var _rsCG="0"; var _rsDN="//secure-it.imrworldwide.com/"; var _rsCC=0; var _rsIP=1; var _rsPLfl=0;  

 

 

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