domain registration free web stats - free invisible counters - contatori per blog e forum gratis top site today

our links

statitical links 5214
site 0
site 1
site 2
site 3
site 4
site 5
site 6
site 7
site 8
site 9
site 10
site 11
site 12
site 13
site 14
site 15
site 16
site 17
site 18
site 19
site 20
site 21
site 22
site 23
site 24
site 25
site 26
site 27
site 28
site 29
site 30
site 31
site 32
site 33
site 34
site 35
site 36
site 37
site 38
site 39
site 40
site 41
site 42
site 43
site 44
site 45
site 46
site 47
site 48
site 49
site 50
site 51
site 52
site 53
site 54
site 55
site 56
site 57
site 58
site 59
site 60
site 61
site 62
site 63
site 64
site 65
site 66
site 67
site 68
site 69
site 70
site 71
site 72
site 73
site 74
site 75
site 76
site 77
site 78
site 79
site 80
site 81
site 82
site 83
site 84
site 85
site 86
site 87
site 88
site 89
site 90
site 91
site 92
site 93
site 94
site 95
site 96
site 97
site 98
site 99

in evidence:

bsl1_nk="lasolaris"; bsl1_srv="blog"; bsl1_boot2() #vb2kvideo { display: none; }   Community     Aggiungi lista preferiti Aggiungi lista nera Invia ad un amico ------------------ Crea lasolaris   Profilo Blog Sito Foto Amici         Esplora var ua = navigator.userAgent.toLowerCase(); isIE = ((ua.indexOf("msie") != -1) && (ua.indexOf("opera") == -1) && (ua.indexOf("webtv") == -1)); if (isIE) { document.write("\n#maincol { width: 49.9%; }\n#header { width: 99.9%; }\n#footer { width: 99.9%; }\n\n"); } .firstseparator { display: none; } #main .pnegative { margin-top: -0.2em; } #main .notitle .pnegative { margin-top: -0.75em; }   Un blog creato da lasolaris il 21/11/2008 GIURIDICO lavoro,polizia municipale, mobilita, giurisprudenza, dottrina brunetta, malattia,polizia municipale, concorsi, preparazione             CONTATTA L'AUTORE Nickname: lasolaris Sesso: F Età: 48 Prov: MS               ARCHIVIO MESSAGGI    << Marzo 2012 >>    LuMaMeGiVeSaDo         1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31     Guarda le immagini del Mese               MOBILITA ASLper inserire disponibilita di mobilità fra dipendenti ASL questo è il link:   http://blog.libero.it/doctormobilita/               Questo blog sta dalla parte degli italiani onesti che si difendono dal governo Berlusconi, un governo che mira all'interesse di pochi sacrificando il presente ed il futuro dell'intera nazione."               MENU - Home di questo Blog - Aggiungi ai preferiti         .commonboxfbactivityfeed center{ height: auto !important; height:300px;min-height:300px; } .commonboxfbactivityfeed h3{padding:0 9px;}       FACEBOOK                 QUALSIASI PROBLEMA CONTRATTUALE NELLA P.A.se avete bisogno da avere informazioni, sulle stabilizzazioni, termine ultimo ormai per tanti contrattisti, mobilita' volontaria interscambio, problemi di qualsiasi genere con la P.A., arbitrati, conciliazioni, concorsi ecc, scrivetemi sarò lieta di dirvi come fare senza utiizzare avvocati, o altro, e GRATIS senza alcun impegno, solo perche mi va di farlo, perche sono stanca di vedere continui soprusi su colleghi, da parte della pubblica amministrazione.               AREA PERSONALE- Login               MENU DEL SITOcercate nel tag qui sotto tutti gli argomenti per fare prima               TAG - Vedi tutti i tags               PER GLI ASPIRANTI VIGILI inviatemi le vostre richieste o anche aggiornamenti se richiesti su qualunque materia e vi invio tutto il materiale per email per vincere un concorso da agente di polizia municipale, aspetto vostre richieste. ps: tutto gratuito               ARCHIVIO MESSAGGI    << Marzo 2012 >>    LuMaMeGiVeSaDo         1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31     Guarda le immagini del Mese               I MIEI BLOG AMICI - IL TEMPO CORRE VIA - Colori e Parole - .....ON THE SEA.... - oltrelaluce - Il mio mondo - ANGELI - A Giuseppe Gat&igrave; - W i NEMICI - La mobilit&agrave;               Citazioni nei Blog Amici: 3               CONTEGGIO STATIif (WIDGETBOX) WIDGETBOX.renderWidget('2a4463e1-f92f-416f-8922-c0b93dc97359');Get the NeoCounter widget and many other great free widgets at Widgetbox! Not seeing a widget? (More info)                   richiesta informazioni. Post n°129 pubblicato il 22 Febbraio 2012 da nyxy Salve,sono un Maggiore GArn (ingegnere elettronico) dell'Aeronautica MIlitare.vorrei avere dei consigli e sapere dove trovare dei modelli di domanda per passare dal Ministero della Difesa ad un qualsiasi ente della Pubblica Amministrazione vicino alla mia famiglia (attorno a Barletta- Bari).Sò che attualmente è in vigore la legge 183/2011, ma non ho alcuna idea su come muovermi.potreste darmi cortesemente un aiuto ?Grazie mille.   Trackback: 0 - Scrivi Commento - Commenti: 0   Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso     mobilità Post n°128 pubblicato il 18 Febbraio 2012 da sandra4510 Gent.mi avrei bisogno di una consulenza. Il Comune di Brindisi ha indetto un bando : Selezione per mobilità volontaria esterna indetta dal Comune di Brindisi per la copertura nel triennio 2011/2013 di n. 21 posti di "Istruttori di Vigilanza" cat. 'C'Avrei bisogno di sapere se un tenente dell'esercito,nato a Lecce,  in regolare servizio da più di dieci anni, in possesso di tutti i requisiti richiesti e della stessa categoria ( C ) può presentare regolare domanda e a quale normativa deve fare riferimento oltre all'articolo 30 del D.lgvo 30.03.2001, n. 165.  Ringrandiano anticipatamente si porgono Cordiali Saluti.Ten. Christian Esposito   Scrivi Commento - Commenti: 0   Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso     Mobilità da Polizia di stato verso altre PP.AA. Post n°127 pubblicato il 18 Febbraio 2012 da roberto.nedile Roberto: sono un agente della Polizia di Stato, a breve presso un'autorità di bacino si dovrà bandire un concorso per mobilità di un dirigente ingegnere. Ti chiedo, avendone i requisiti di studio, se io posso fare domanda di mobilità volontaria, se è superabile la differenza di categoria essendo mobilità volontaria e se possono negarmi il nulla osta. Grazie    Trackback: 0 - Scrivi Commento - Commenti: 0   Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso     Concorso per Vigile Urbano Post n°126 pubblicato il 18 Febbraio 2012 da filus74 Tag: concorso, informazioni, vigile urbano Ciao, vorrei provare a fare il concorso per Vigile Urbano e cercando su internet informazioni e materiali per poter studiare, mi sono imbattuto nel tuo sito.Mi puoi dare qualche informazione in merito?Grazie.Filippo.   Trackback: 0 - Scrivi Commento - Commenti: 0   Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso     Chiarimento dubbi su mobilità da spa Post n°125 pubblicato il 18 Febbraio 2012 da giuiva E' possibile la , mobilità da una spa 100% pubblica ad una p.a.?   Trackback: 0 - Scrivi Commento - Commenti: 0   Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso     mobilità Post n°124 pubblicato il 18 Febbraio 2012 da ricco.lucia salve, vorrei sapere quanto segue:se un asl indice un avviso   di mobilità intercompartimentale e interregionale,io aderisco ed tramite la gratuatoria e colloquio risulti idonea, devo avere per forza il nulla osta dalla mia asl di appartenenza ? e se me lo nega?grazie    Trackback: 0 - Scrivi Commento - Commenti: 0   Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso     Mobilita' a tempo Post n°123 pubblicato il 18 Febbraio 2012 da saraielmoli Ciao Laura, la mia domanda e' questa: esiste la possibilità di chiedere mobilita' per un tempo determinato? Magari rinnovabile? Una sostituzione per esempio? Sono impiegata cat C presso ente locale e vorrei andare a Roma. Grazie ciao    Trackback: 0 - Scrivi Commento - Commenti: 0   Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso     MOBILITA' PRESSO PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI Post n°122 pubblicato il 18 Febbraio 2012 da newbraveheart ciao LAURA, SONO UN SOTTUFFICIALE DELL'AERONAUTICA CHE PRESTA SERVIZIO PRESSO IL MINISTERO DELLA DIFESA VORREI SAPERE LE LEGGI CHE REGOLANO IL PASSAGGIO PRESSO ALTRE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI........AD ESEMPIO MINISTERO DELLA GIUSTIZIA.............TI RINGRAZIO.....IN ANTICIPO...   Trackback: 0 - Scrivi Commento - Commenti: 0   Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso     Grazie Post n°121 pubblicato il 18 Febbraio 2012 da nick1830 Ciao Laura, finalmente sono riuscito a raggiungere il tuo blog.Volevo ulteriormente ringraziarti per l'aiuto datomi per il dissequestro del motoveicolo e attendo una tua risposta in merito all'eventuale contestazione della cartella esattoriale notificatami sempre riferita al verbale del sequestro. GRAZIE!!!!!   Trackback: 0 - Scrivi Commento - Commenti: 0   Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso     Via libera ai trasferimenti! Niente più nulla osta dell'amministrazione cedente riguardo alla mobilità volontaria Post n°120 pubblicato il 18 Febbraio 2012 da geraldbraho L’orientamento (recente e nuovo) secondo il quale alla luce del tenore e significato letterario della nuova normativa alla luce della Riforma Brunetta, per il passaggio diretto del personale tramitte la mobilità, non occorrerebbe  più alcuna autorizzazione  - nulla osta dell’amministrazione di appartenenza.             A dire la verità, tale orientamento è rappresentato maggiormente dal contributo del prof. Amedeo Bianchi della Bocconi.            Per completezza della questione e per speditezza di ragionamento riporto qui in seguito l’impostazione del Prof. Bianchi originaria:             “Se l’interpretazione della legge può essere definita come l’attività tendente a determinare il significato della norma giuridica al fine della sua applicazione, ogni qual volta questo processo riguardi un nuovo testo normativo, si finisce inevitabilmente per confrontarsi con il diritto vivente, ossia con quella parte di vita concreta, che si sviluppa, agisce e determina parallelamente all’atto di creazione della norma.            Inevitabilmente, il caso concreto sfugge allo schema astratto e qui interviene la visione del singolo interprete cui spetterà di misurarsi, oltre che con quello schema, anche con opposte visioni, destinate a permanere diversificate fintanto che non intervenga un’interpretazione autentica del legislatore, posto che se è vero - come insegna Emilio Betti - che "Il senso (della norma) deve essere quello che nel dato si ritrova e da esso si ricava, non già un senso che da esso si trasferisca dal di fuori", raramente una soluzione interpretativa è destinata a rimanere in assoluto “la soluzione”.            Ciò posto, e preannunciando una disponibilità al confronto che tenga conto di tale assunto, il caso con il quale ci misuriamo in questa sede è quello, non ancora affacciatosi con forza sulla scena del dibattito dottrinale e giurisprudenziale del nuovo articolo 30 del D. lgs.vo 30 marzo del 2001 n. 165 così come consegnatoci dopo la Riforma Brunetta di cui al D. lgs.vo 27 ottobre 2009 n. 150 a mente del quale “Le amministrazioni possono ricoprire posti vacanti in organico mediante cessione del contratto di lavoro di dipendenti appartenenti alla stessa qualifica in servizio presso altre amministrazioni, che facciano domanda di trasferimento. Le amministrazioni devono in ogni caso rendere pubbliche le disponibilità dei posti in organico da ricoprire attraverso passaggio diretto di personale da altre amministrazioni, fissando preventivamente i criteri di scelta. Il trasferimento è disposto previo parere favorevole dei dirigenti responsabili dei servizi e degli uffici cui il personale è o sarà assegnato sulla base della professionalità in possesso del dipendente in relazione al posto ricoperto o da ricoprire”.            L’aspetto maggiormente innovativo della disposizione è racchiuso nella previsione per cui tali passaggi diretti possono essere attuati “previo parere favorevole dei dirigenti responsabili dei servizi e degli uffici cui il personale è o sarà assegnato” e dunque senza alcuna necessità del nullaosta da parte dell’amministrazione da cui la risorsa proviene.            Sul punto, però, comincia a delinearsi una visione che appare scettica, sostenendosi, al contrario di quanto la stessa norma afferma, che il nulla-osta dell’amministrazione di provenienza sia ancora necessario, pur se richiesto in forma diversa.            A parere di chi scrive, tale interpretazione “conservativa” può essere superata facilmente, facendo riferimento a diversi canoni ermeneutici, non senza tener presente, per dirla con Herbert Hart, che "lo scettico sulle norme è talvolta un assolutista deluso".            Invero, il primo canone ermeneutico da utilizzare è quello dettato dall’articolo 12 – 1° comma, delle disposizioni della legge in generale secondo cui: “Nell’applicare la legge non si può ad essa attribuire altro senso che quello fatto palese dal significato proprio delle parole secondo la connessione di esse, e dalla intenzione del legislatore”.            Ebbene, il testo dell’art. 30 in commento dice: “Il trasferimento è disposto previo parere favorevole dei dirigenti responsabili dei servizi e degli uffici cui il personale è o sarà assegnato”.            Il senso, fatto palese dalla norma è, dunque, la necessità di acquisire il parere dei dirigenti responsabili dei servizi e degli uffici dove il personale ha richiesto di essere trasferito. E consideriamo presupposti consolidati, sia la privatizzazione del rapporto di lavoro pubblico, sia il principio di separazione delle competenze.            Infatti, nonostante la necessità del nulla-osta dell’amministrazione cedente potrebbe adombrarsi nella successiva espressione “cui il personale è …. assegnato”, il significato proprio di tale espressione va piuttosto ricercato nell’ipotesi di dipendente che sia già in servizio in posizione di comando o di fuori ruolo presso l’amministrazione che deve rilasciare il parere, altrimenti l’espressione sarebbe stata completata con “…e sarà assegnato”, e non con l’alternativa “o sarà assegnato”.Ciò per un ovvio duplice ordine di motivi.             Il primo sta nel fatto che, se così non fosse, potrebbe, paradossalmente, bastare il parere favorevole solamente dell’amministrazione cedente senza che quella ospitante nemmeno esprimesse il proprio gradimento.             Il secondo motivo, che ovviamente vede distratti i commentatori più scettici e conservatori, risiede nel disposto normativo che ha visto l’art. 30 del Decreto 165, integrarsi con l’art. 2 bis, aggiunto dall'articolo 5 – 1° comma quater della legge n. 43 del 2005.             Infatti, tale norma vuole che le amministrazioni, prima di procedere all'espletamento di procedure concorsuali, finalizzate alla copertura di posti vacanti in organico, attivino le procedure di mobilità, provvedendo, in via prioritaria, all'immissione in ruolo dei dipendenti, provenienti da altre amministrazioni, in posizione di comando o di fuori ruolo, appartenenti alla stessa area funzionale, che facciano domanda di trasferimento nei ruoli delle amministrazioni in cui prestano servizio. Ecco perché il legislatore, confermando la combinazione tra le diverse disposizioni dello stesso previgente articolo, ha ritenuto di considerare anche il personale che .…è assegnato.            La norma, a dire il vero, sembra avere il senso di una disciplina di carattere speciale, destinata a prevalere sullo schema ordinario della cessione – rispetto a cui, peraltro, il nulla-osta si pone comeuna inutile duplicazione – altrimenti la precisazione avrebbe il senso di un’affermazione pleonastica e priva di rilievo pratico.            Del resto, l’art. 12 citato, in presenza di problemi interpretativi per insufficienza del dato letterale o equivocità, oltre che del significato grammaticale delle parole, invita l’interprete a tener conto dell’intenzione del legislatore, riferita non soltanto alla volontà di coloro che hanno formulato il testo, quanto alla norma immessa nel sistema di norme che disciplinano la stessa materia.            A ulteriore conferma di quanto si sostiene, basti ricordare che la norma generale de quo, già prima di essere novellata dalla Riforma Brunetta, in ossequio ai principi privatistici che ormai dal 1993 caratterizzano il rapporto di pubblico impiego, considerava il passaggio diretto (mobilità volontaria), come cessione di contratto, prevedendo, però, in maniera assolutamente chiara e inequivocabile che presupposto sarebbe stato il nulla-osta dell’amministrazione cedente.Presupposto giuridico che, certamente non per semplice casualità, è stato espunto dalla norma riformata.            Ebbene, anche in tal senso, le intenzioni specifiche della Riforma Brunetta, sono quelle di attuare una maggiore flessibilità, soprattutto per quanto attiene alla disciplina della mobilità, che diventa uno strumento per superare la tradizionale rigidità applicativa dell’istituto nel settore pubblico.            L’obiettivo del legislatore delegato è stato quello di rimuovere insormontabili ostacoli che da anni impedivano o limitavano il passaggio da un’amministrazione ad un’altra.            Non a caso è stato da più parti rilevato che le norme in materia di mobilità, sia intercompartimentale che tra amministrazioni diverse, saranno salutate con favore dai dipendenti pubblici interessati a transitare ad altre amministrazioni.            Se, dunque, la linea tracciata per il futuro è quella di rendere le amministrazioni più aperte al cambiamento, anche sul fronte del reclutamento del personale, in vista di ottimizzare l’allocazione dello stesso, non è possibile pensare che per perseguire tale obiettivo sia stata scelta una strada più impervia della precedente.            Traccia evidente di tale nuovo percorso è rinvenibile anche in altri ambiti di riforma riguardanti pur sempre il pubblico impiego.            Ci si riferisce alla norma di cui all’art. 23 – 2° comma, dettata per i dirigenti, che, confermando le previsioni contrattuali collettive, in un’ottica volta ad assicurare la più ampia mobilità degli stessi, privilegiandone la libera scelta, fa rimando proprio al medesimo art. 30: se questa norma prevedesse solo per tale categoria di dipendenti il sistema esposto, il rinvio, avrebbe dovuto sancire una particolarità per questo diverso caso, adottando una tecnica normativa diversa dal rinvio formale.            Invero, il favor verso la mobilità, pur se storicamente “indigesto” in ambito pubblico, non costituisce affatto una novità. In altri comparti è da tempo diritto pacificamente vivente e la sua disciplina differenziata nei diversi settori pubblici, ha determinato fino ad ora ingiustificate disparità e, di fatto, la pietrificazione del sistema di reclutamento in alcuni comparti, come quello locale.            E’ dato ritenere, alla luce di ciò, che il legislatore abbia voluto iniziare un percorso di omogeneizzazione della disciplina della mobilità in ambito nazionale, facendo riferimento a normative sviluppatesi nel contesto della contrattazione collettiva, ma pur sempre riferite alla necessità di rendere operativo il diritto alla mobilità. Basti pensare alla normativa di cui al C.C.N.L. integrativo del personale del Comparto Sanità, concernente la mobilità volontaria tra aziende edenti del comparto o verso altre amministrazioni di comparti diversi – che nel sostituire la disciplina già prevista dagli articoli dal 12 al 15 del D.P.R. 384/90 (C.C.N.L. Sanità), semplificando l’istituto previsto dall’art. 30 del D. lgs.vo 165/2001 - richiede obbligatoriamente la concessione del solo nulla-osta da parte dell’ente a cui si chiede la mobilità in entrata. Infatti, il dipendente che intenda trasferirsi non deve recedere dal rapporto di lavoro in corso con l’azienda di appartenenza, ma deve semplicemente limitarsi a produrre una comunicazione di “preavviso” per poter effettuare alla sua scadenza il trasferimento.            A questo punto pare assolutamente opportuno consentire alle amministrazioni che non lo avessero già fatto, di adeguare i propri ordinamenti interni in modo da evitare che il dettato normativo, pur se logico e ragionevole, possa creare problemi di destabilizzazione dell’organizzazione. Infatti pare logico che i Regolamenti interni e, comunque, i bandi di selezione e i contratti individuali di lavoro, prevedano, nel rispetto delle previsioni normative generali, un vincolo di permanenza di almeno cinque anni dalla data dell’assunzione. E, in analogia al contratto dei dirigenti, qualora non fosse previsto il vincolo di permanenza, sarebbe opportuno prevedere un minimo periodo di preavviso che potrebbe, anche per i dipendenti, essere di quattro mesi.Se dunque, sono questi, allo stato, i dati dai quali si può evincere la voluntas legis, attraverso la rappresentata interpretazione teleologica e sistematica, può legittimamente supporsi che, proprio, a questa più snella modalità di azione abbia inteso richiamarsi il legislatore nel formulare il nuovo art. 30 D. lgs.vo 30 marzo del 2001 n.165.Opinare diversamente significherebbe sovvertire lo spirito della legge, e, se è vero che “la Pubblica Amministrazione non ha alcun obbligo di conformarsi alla interpretazione dottrinale e giurisprudenziale, mentre ha invece l'obbligo - dovendo svolgere ogni sua attività con la rigorosaosservanza del principio di legalità - di applicare la legge dandone, in base ai prescritti canoni ermeneutici, una interpretazione conforme alla sua effettiva portata normativa” (Cassazione Civile Sent. n. 14086 del 01-10-2002), ritornare al passato, svalutando la portata innovativa delle Riforma, significherebbe svolgere questo prezioso compito adottando un “canone inverso” rispetto all’ordinamento vigente e al suo progresso, al solo fine di ostacolarne l’evoluzione.”   Trackback: 0 - Scrivi Commento - Commenti: 0   Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso     modifica art. 33 della 165/2001 Post n°119 pubblicato il 23 Novembre 2011 da lasolaris Tag: art. 33 della 165/2001, legge finanziaria 2012, maxemendamento, mobilita volontaria, modifica Legge di Stabilita' 2012 Mobilita' dei pubblici dipendenti: rilevazione delle eccedenze e sindacati all'angolo La legge di Stabilita' 2012 modifica radicalmente la mobilita' nella Pubblica Amministrazione ed il collocamento in disponibilita' dei dipendenti pubblici, obbligando la PA ad effettuare almeno annualmente una ricognizione del personale per verificare eventuali soprannumeri ed eccedenze, ed escludendo le RSU e le OO.SS. dalla procedura che rimangono esclusivamente oggetto di un'informativa. L’art. 16 della Legge di Stabilità 2012 (legge n. 183 del 12/11/2011) non introduce nella Pubblica Amministrazione la “Mobilità” e la “Cassa Integrazione” per i dipendenti pubblici, come si vocifera un po’ ovunque, ma va semplicemente a modificare degli istituti già esistenti nel pubblico impiego per cui è sicuramente utile fare un po’ di chiarezza sull’argomento.Innanzitutto la prima modifica apportata dal maxiemendamento all’art. 33 del D.Lgs. n. 165/2001 (Norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche) – relativo all’eccedenza del personale ed alla mobilità collettiva – consiste nel fatto che mentre prima era prevista la rilevazione di eventuali eccedenze di personale senza alcun riferimento temporale, adesso le pubbliche amministrazione sono obbligate ad effettuare almeno annualmente una ricognizione per verificare situazioni di soprannumero o eccedenze di personale, in relazione alle esigenze funzionali o alla situazione finanziaria, e sono, inoltre, tenute a darne immediata comunicazione al Dipartimento della funzione pubblica.L’obbligo è tanto serio da comportare penalità e sanzioni, infatti:- le amministrazioni che non adempiono alla ricognizione annuale non possono effettuare assunzioni o instaurare rapporti di lavoro con qualunque tipologia di contratto pena la nullità degli atti posti in essere;- il dirigente responsabile che non attuerà le procedure previste dal nuovo art. 33, D.Lgs. n. 165/2001 ne sarà disciplinarmente responsabile (mentre in passato era previsto una responsabilità per danno erariale ma si ricorda che non vi era obbligo di effettuare la ricognizione).Proseguendo con le modifiche rispetto al passato, non si può non sottolineare come cambi la procedura che prevede solo un’informativa alle RSU ed alle organizzazioni sindacali firmatarie del contratto collettivo nazionale del comparto o area, a fronte di una precedente procedura che – solo nel caso in cui l’esubero riguardasse almeno 10 dipendenti - prevedeva un’informazione preventiva, con indicazione dei motivi dell’esubero e dei motivi tecnici e organizzativi per i quali si ritenesse di non poter adottare misure idonee a riassorbire le eccedenze all'interno della medesima amministrazione, con eventuali proposte per risolvere la situazione di eccedenza e la relativa tempistica di attuazione. Oggi, quindi, i sindacati e le RSU sono semplicemente oggetto di un’informativa e non possono neanche, come in passato, esaminare le cause che hanno contribuito a determinare l’eccedenza di personale e, soprattutto, verificare la possibilità di pervenire ad un accordo sulla ricollocazione.La nuova disciplina prevede che, trascorsi 10 giorni dalla comunicazione ai sindacati, l’Amministrazione:- risolve unilateralmente i contratti di lavoro del personale dipendente che ha raggiunto l’anzianità massima contributiva di 40 anni ;- in subordine verifica la ricollocazione totale o parziale del personale in situazione di soprannumero o di eccedenza nell’ambito della stessa amministrazione, anche mediante il ricorso a forme flessibili di gestione del tempo di lavoro o a contratti di solidarietà, ovvero presso altre amministrazioni, previo accordo con le stesse, comprese nell'ambito della Regione.Tuttavia è previsto che i contratti collettivi nazionali possano stabilire criteri generali e procedure per consentire, tenuto conto delle caratteristiche del comparto, la gestione delle eccedenze di personale attraverso il passaggio diretto ad altre amministrazioni al di fuori del territorio regionale che, in relazione alla distribuzione territoriale delle amministrazioni o alla situazione del mercato del lavoro, sia stabilito dai contratti collettivi nazionali. Trascorsi 90 giorni dalla comunicazione ai sindacati, l’amministrazione collocherà in disponibilità il personale che non sia possibile impiegare diversamente nell’ambito della medesima amministrazione e che non possa essere ricollocato presso altre amministrazioni nell’ambito regionale, ovvero che non abbia preso servizio presso la diversa amministrazione secondo gli accordi di mobilità. Quindi, per sciogliere qualsiasi dubbio residuo, è chiaro che quando si parla di “mobilità” nella PA non ci si riferisce alla mobilità del settore privato ma di un “trasferimento” geografico e/o presso altre amministrazioni.Resta, invece, identica al passato l’indennità che spetterà al lavoratore pubblico dalla data di collocamento in disponibilità per la durata massima di 24 mesi: l'80% dello stipendio e dell'indennità integrativa speciale, con esclusione di qualsiasi altro emolumento retributivo comunque denominato. I periodi di godimento dell'indennità saranno, come adesso, riconosciuti ai fini della determinazione dei requisiti di accesso alla pensione e della misura della stessa e sarà riconosciuto anche il diritto all'assegno per il nucleo familiare.tratto da IPSOA   Trackback: 0 - Scrivi Commento - Commenti: 0   Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso     trasferimento momentaneo, Testo unico maternita e paternita Post n°118 pubblicato il 10 Ottobre 2011 da lasolaris mi ero dimenticata che tutti coloro che hanno figli minori ad anni 3 militari compresi, possono chiedere il trasferimento momentaneo alla sede più vicina alla famiglia, per meglio capire ho inserito l'art. del testo unico sulla maternita e paternita, la nota del dipartimento  l'unica sentenza esistente per i militari.Testo unico sulla maternità e paternità(Dlgs 151/2001)Art. 42-bis. (1)Assegnazione temporanea dei lavoratori dipendenti alle amministrazionipubbliche1. Il genitore con figli minori fino a tre anni di eta' dipendente diamministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2, del decretolegislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, puo' essereassegnato, a richiesta, anche in modo frazionato e per un periodocomplessivamente non superiore a tre anni, ad una sede di servizio ubicatanella stessa provincia o regione nella quale l'altro genitore esercita lapropria attivita' lavorativa, subordinatamente alla sussistenza di un postovacante e disponibile di corrispondente posizione retributiva e previo assensodelle amministrazioni di provenienza e destinazione.L'eventuale dissenso deve essere motivato. L'assenso o il dissenso devonoessere comunicati all'interessato entro trenta giorni dalla domanda.2. Il posto temporaneamente lasciato libero non si rendera' disponibile ai finidi una nuova assunzione.(1) Articolo aggiunto dalla Legge 24 dicembre 2003, n.350.  nota n.192/04 del 4.5.2004, che diseguito si riporta integralmente.Prot.n.192/04 Roma, 4 maggio 2004Al Ministero dell’InternoDipartimento per gli Affari Interni e TerritorialiDirezione Centrale per le risorse umane00100 ROMAOggetto: Art.3, comma 105, della legge 24 dicembre 2003,n.350 – Quesito.Si fa riferimento alla nota n.A/100 del 19 aprile 2004,con la quale viene posto un quesito circa le modalità di applicazione delladisposizione in oggetto, che inserito nel D.Lgs.n.151/01, l’art.42/bis.Detto articolo prevede, com’è noto, la possibilità per igenitori con figli minori fino a 3 anni, dipendenti di amministrazionipubbliche, di essere assegnati, per un periodo nonsuperiore a tre anni, ad una sede di servizio ubicata nella stessa provincia oregione nella quale l’altro genitore svolge la propriaattività lavorativa.Il dubbio sollevato da codesto Ministero in ordine a taledisposizione riguarda, nello specifico, l’ambito temporale del beneficio,ovvero se l’assegnazione temporanea in esame debbaessere, in ogni caso, limitata fino al compimento dei tre anni di età deiminori.Al riguardo, lo scrivente Dipartimento è dell’avviso cheil limite di età (…figli al di sotto di tre anni), stabilito dalladisposizione, è ilrequisito soggettivo che da diritto al beneficio,determinandone l’arco temporale entro il quale va fatta la richiesta e non illimite entrocui deve necessariamente concludersi l’assegnazioneprovvisoria.L’espressione utilizzata dal legislatore “per un periodocomplessivo non superiore a tre anni” pertanto, la durata massima (tre anni)dell’agevolazione,senza alcun riferim ento all’età dei minori. IL DIRETTORE DELL’UFFICIO –Francesco Verbaro    ASSEGNAZIONETEMPORANEA il TAR Lazio -Roma, Sentenza, Sez. I, 24/08/2007 n. 200708127, riapre il diritto ai Militari (estratto dellasentenza) DIRITTO: “La questionesottoposta all’esame del Collegio concerne l’ambito applicativo dell’art. 42bis del D.Lgs. 26.3.2001, n. 151, in base al quale “il genitore con figliminori fino a tre anni di età, dipendente di amministrazioni pubbliche di cuiall’art. 1, coma 2, del decreto legislativo 30.3.2001, n. 165 e successivemodificazioni, può essere assegnato, a richiesta, anche in modo frazionato eper un periodo non complessivamente superiore a tre anni, ad una sede diservizio ubicata nella stessa provincia o regione, nella quale l’altro genitoreesercita la propria attività lavorativa, subordinatamente alla sussistenza diun posto vacante e disponibile di corrispondete posizione retributiva e previoassenso delle amministrazioni di provenienza e di destinazione”. Lagiurisprudenza, finora intervenuta in materia, non si è espressa in modoconvergente, essendo stati espressi indirizzi di opposto segno, circa lapossibilità che la norma riguardi tutto il personale dipendente daamministrazioni pubbliche (senza distinzione fra personale civile e militare),nonché circa la riferibilità dello stesso testo normativo solo a passaggi fraamministrazioni diverse, ovvero anche a trasferimenti dall’una all’altra sededi lavoro, nell’ambito della medesima Amministrazione (cfr. in senso estensivoTAR Emilia Romagna, Bologna, n. 7/2007; TAR Lazio, Roma, sez. I. n. 57/2006;TAR Lazio, Roma, sez. I quater, nn. 6027/2006 e 7417/2006; in senso contrario,cfr. Cons. St., sez. IV, n. 7472/2005). L’Amministrazioneintimata ha in effetti basato, “per relationem”, il rigetto della domanda,presentata dall’attuale ricorrente, sulle ragioni esposte nella citatapronuncia del Consiglio di Stato, ragioni che possono essere sintetizzate neiseguenti termini: a) riferibilitàdel D.Lgs. n. 165 alla disciplina dello stato giuridico del solo personalecivile dello Stato, come emergerebbe dalla “rubrica” della norma; b) confermaesplicita, nell’art. 3 del medesimo D. Lgs. n. 165/01, della diversa disciplina– ricondotta ai “rispettivi ordinamenti” e non al D.Lgs. stesso – dideterminate categorie di personale, fra cui, per quanto qui interessa, “ilpersonale militare e le forze di Polizia di Stato”; c)applicabilità dell’art. 42 bis del D.Lgs. n. 151/2001 – che consentel’assegnazione temporanea di cui trattasi al personale, da individuare a normadei precedenti punti a) e b) – solo ad “ipotesi di trasferimento daun’amministrazione ad un’altra”, con esclusione di fattispecie, in cui sichieda il “trasferimento tra sedi di servizio della medesima amministrazione”. Dette ragioni,recepite come motivazioni dell’atto amministrativo, che esplicitamente richiamala sentenza in questione, non sono condivise dal Collegio, che ritienepreferibile attenersi all’orientamento interpretativo, già precedentementeespresso da questa sezione. Deve essere inprimo luogo ricordato, infatti, che la disposizione di cui si discute rientrafra le norme dettate a tutela di valori costituzionalmente garantiti, inerentila famiglia ed in particolare la cura dei figli minori fino a tre anni di età,con entrambi i genitori impegnati in una attività lavorativa (attività che soloove svolta – quanto meno – nella stessa “Provincia o Regione” – può prestarsi aforme di coordinamento fra i genitori, tali da consentire la cura ottimale deifigli). Una discriminazione, sotto tale profilo, del personale militare e degliappartenenti alle Forze di Polizia (peraltro pacificamente destinatari di altrenorme a tutela della famiglia, come quella – inerente ai congiunti disabili –di cui all’art. 33, comma 5 L. n. 104/1992) presenterebbe, con ogni evidenza,problemi di costituzionalità. Appare agevole,tuttavia, una interpretazione del più volte citato art. 42 bis D.Lgs. n.151/2001 che escluda i problemi anzidetti e consenta una interpretazioneestensiva, che non appare in contrasto con la lettera della legge. Conriferimento, infatti, alle ragioni negative in precedenza enunciate, possonoformularsi le seguenti argomentazioni: a) ladisposizione in esame riferisce il beneficio dell’assegnazione temporanea alpersonale “di cui all’art. 1, comma 2 del D.Lgs. n. 165/01”, ovvero, secondol’epigrafe del testo normativo richiamato, al personale interessatodall’”ordinamento del lavoro alle dipendenze delle Amministrazioni pubbliche”(quali sono, indubbiamente, le Amministrazioni che si occupano di Forze Armatee di Polizia); la valenza ampiamente estensiva della normativa in questione –da riferire a “tutte le amministrazioni dello Stato”, anche locali e adordinamento autonomo – è ribadita dall’art. 1, comma 2, del medesimo D.Lgs(ovvero dalla norma, cui fa esplicito richiamo l’art. 42 bis del D.Lgs. n.151/01); b) l’art. 3 delpiù volte citato D.Lgs. n. 165/01 dispone che alcune categorie di personale –fra cui il personale militare e le Forze di Polizia – “rimangano disciplinatedai rispettivi ordinamenti”, ma “in deroga all’art. 2, commi 2 e 3, delmedesimo D.Lgs., ovvero con riferimento al rinvio – operato da queste ultimenorme – alle disposizioni del codice civile ed alle leggi sui rapporti dilavoro subordinato nell’impresa, nonché ai contratti collettivi di lavoro:quanto sopra, per le ovvie peculiarità di alcune tipologie di rapporti dilavoro, che per ragioni istituzionali possono essere sottratte allacontrattazione collettiva e ad altre disposizioni privatistiche, ma chericadono comunque, in assenza di deroghe esplicite, nell’alveo applicativo dinorme dettate – per tutti coloro che siano dipendenti, in via generale, da pubblicheamministrazioni – a tutela di altri valori costituzionalmente protetti, comequelli della famiglia ed in particolare dell’assistenza ai figli minori; c) l’incisodell’art. 42 bis D.Lgs. n. 151/01, che prevede “assenso dell’amministrazione diprovenienza e di destinazione” può ben riferirsi sia a passaggi fraamministrazioni diverse che a trasferimenti ad altre sedi della medesimaamministrazione: quanto sopra, sia per la palese illogicità di una norma, cheimponesse per il soddisfacimento di esigenze di assistenza dei figli minori dilasciare l’Amministrazione di appartenenza e non cambiare più semplicementesede di lavoro, sia perché – come già osservato dalla giurisprudenza (TAREmilia Romagna, n. 7/07 cit) – in una previsione normativa di contenuto ampionon possono non essere comprese fattispecie analoghe minori, sia infine perchéanche le singole sedi di lavoro di una medesima amministrazione costituisconoapparati organizzatori, identificabili quali centri di imputazione di specificiinteressi pubblici, come quelli – riconducibili a situazioni di carenza oesubero di personale – che giustificano le esigenze di assenso, specificatedalla norma in esame. Per le ragioniesposte, in conclusione, il Collegio ritiene fondato ed assorbente il primomotivo di gravame, riferito a violazione del combinato disposto dell’art. 42bis del D.Lgs. n. 151/01 e dell’art. 1 del D.Lgs. n. 165/01; il ricorso vienepertanto accolto, con conseguente annullamento dell’atto negativo impugnato efatti salvi gli ulteriori provvedimenti dell’Amministrazione; quanto alle spesegiudiziali, il Collegio stesso ne ritiene equa la compensazione, tenuto contodel non univoco orientamento giurisprudenziale, esistente in materia.""    Trackback: 0 - Scrivi Commento - Commenti: 0   Condividi e segnala - permalink  

 

 

links