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function setAttributeOnload(object, attribute, val) { if(window.addEventListener) { window.addEventListener('load', function(){ object[attribute] = val; }, false); } else { window.attachEvent('onload', function(){ object[attribute] = val; }); } } (function() { var script = document.createElement('script'); script.type = 'text/javascript'; script.src = '//pagead2.googlesyndication.com/pagead/js/google_top_exp.js'; var head = document.getElementsByTagName('head')[0]; if (head) { head.appendChild(script); }})(); skip to main | skip to sidebar L'ANTRO DELLA STREGA E poi, a poco a poco, i romanzi cederanno il passo ai diari, alle autobiografie: libri avvincenti, purchè chi li scrive sappia scegliere, fra ciò che egli chiama le sue esperienze, quella che è davvero esperienza, e il modo di raccontare veramente la verità.Ralph Waldo Emerson venerdì 29 giugno 2012 Racconto - L'addestratore di cavallucci marini (cap 8) - Vai al diavolo Wolf - E Mr Wolf aveva accolto l'invito del suo socio predisponendosi, impeccabile e puntuale, all'incontro con l' imprevedibile Miss Pure. A differenza del colonello Dixon, egli era sinceramente convinto dell'estraneità di Miss Rose riguardo i motivi che avevano determinato la ribellione di Ketty e, senza troppi sforzi, comprendeva le ragioni di quel suo desiderare una vita simile a quella vissuta dalla maggior parte delle sue coetanee, l'essere invitata alle feste come un ospite spensierata e non sempre, e solo, nel ruolo dell'attrazione principale. Se per Miss Rose la cena era stata deliziosa, il dopo cena si rivelò addirittura esaltante. Mr Wolf, la cui imponente fisicità contrastava piacevolmente con l'eleganza dei modi e la dolcezza della voce, era di certo un uomo fuori dal comune, di quelli che si notano e di cui ci si ricorda anche a distanza di molto tempo.  - Permettetemi, Miss Rose, di condurvi in un luogo incantato dove, se vorrete, vi svelerò i segreti  della mia essenza - - Mi state proponendo di seguirvi nella tana del lupo, Mr Wolf. Volete forse sedurmi? - - Sedurvi? Sono convinto che nessun uomo potrebbe riuscirci se non foste voi a volerlo. - Ed ecco Miss Rose, comodamente seduta in prima fila, unica spettatrice sotto il tendone del "Great Sea Circus", in attesa del disvelamento promesso da Mr Wolf  che, ritto davanti alla vasca dei cavallucci marini, impugna la sua bacchetta di direttore d'orchestra. Da uno spazio della penombra emergono le note, dolci e gioconde, di un antico clavicordo mentre Mr Wolf tamburella la sua bacchetta sul vetro della vasca, ed ecco guizzare un cavalluccio rosso ed uno azzurro, avvinghiati l'uno alla coda dell'altro, mentre librano verso l'alto, nel teatrale abbraccio dei danzatori. La sensibile punta da rabdomante della bacchetta di Mr Wolf  ne localizza un altro che, sollecitato nel ruolo di solista, si esibisce in un ardito avvitamento che termina in un sinuoso scatto di pura bellezza acrobatica. E mentre il cavalluccio fluorescente, palpitane come una fiammella scaturita dal respiro del clavicordo, volteggia come un fuso ardente nello spazio acquatico ecco, intersecarne uno striato di abbagliante turchese in coppia con un altro dalle sfumature dorate del crisoberillo, che duettano in una elaborata coreografia. Guizzano i cavallucci marini da ogni angolo della vasca, simili a stelle filanti disegnano eleganti iperbole e raffinate geometrie corali, disponendosi ad assecondare le esigenze delle partiture dettate dal clavicordo e dall'addestratore. Ed ecco emergere, dal grappolo coeso e disciplinato, due solisti in relazione intima che, strettamente avviluppati l'uno all'altro, simili ad un fiabesco animale a due teste, si muovono all'unisono, trascinati dall'enfasi seduttiva, i colli arcuati e i musi equini, in rispondenza al desiderio dell'attrazione. Nel riquadro d'acqua, le due creature marine accordano, con sublime armonia, il mistico vibrato del clavicordo col viluppo sensuale della loro conturbante danza. E quando, con discrezione, l'ultima nota si va smorzando Mr Wolf batte la sua bacchetta sul vetro della vasca ed uno sfavillio luminescente incendia l'acqua e là, dove prima danzavano i cavallucci marini, appaiono solo le strie dei loro meravigliosi colori. - Mr Wolf dove sono finiti i cavallucci marini? - - Nella mia bacchetta Miss Rose - - Vi state burlando di me. Che magia è mai questa? - - Illusionismo, Miss Rose, l'arte di mostrare ciò che non c'è - - Eppure la vasca palpitava di vita marina......ho visto i cavallucci salire in superficie, guizzare, rincorrersi, danzare. Quello che ho visto era reale. Ho gli occhi ancora pieni dei loro meravigliosi colori e dell'armonia delle loro movenze, e voi mi venite a dire che è solo un illusione, un magistrale inganno. Come è possibile Mr Wolf vedere ciò che non c'è? - - Avete visto ciò che io vi ho fatto credere fosse. Ma cosa avete visto in realtà? Colori e guizzi, sapienti arabeschi ed ingegnose spirali. Quello a cui avete assistito, Miss Rose, è la simulazione di una realtà, per altro molto improbabile, seppur proposta in maniera assolutamente convincente. Guardate voi stessa, la vasca è vuota ma, se osservate bene, noterete che sotto la selva di coralli e di alghe c'è un complicato marchingegno, un "trasduttore magnetostrittivo", ossia un generatore di ultrasuoni, che da vita al tutto. La musica ha la duplice funzione di creare l'atmosfera giusta e di nascondere i ronzii provenienti dalle bobine del generatore. Il clavicordo stesso, Miss Rose, non è stato scelto a caso, è uno strumento musicale ormai in disuso e poco noto, suscita genuina curiosità e contribuisce a distogliere l'attenzione dalle possibili pecche del reale. - - Tutto questo è incredibile, affascinante e diabolico al tempo stesso, Mr Wolf - - E' soltanto ingegnoso - - Perchè mi avete voluto rivelare i segreti della vostra vasca marina? - - Perchè mi piacete, di voi mi fido e vorrei farvi una proposta. Ma prima, per favore, concedetemi il privilegio di un ballo. - Images by Ray Caesar Pubblicato da Amaranta a 18:15 2 commenti Etichette: Racconti - L'addestratore di cavallucci marini mercoledì 27 giugno 2012 Fotogrammi - Dove nasce l'amore creuza de mar A ClaudiaAppare tutto così bello nelle tue foto: impossibile detestare il mondo e tutto ciò che gli appartiene. Le tue immagini sono versi vivi, colti direttamente dalla fonte che li ha generati: il tuo cuore. viale - dipinto di Claudia Moon rosso le nuvole tulipano rosso piccolo incendio bacche rosa papaveri sambuco fiore albizia julibrissin raggio blu gigli nuvole farfalla amore cercis foglia cuore foglie clematis alghe oro polifemo nettare caminizeneisi murales - dipinto di Claudia Moon Auguri di buon compleanno, Claudia, seppur in anticipo di un giorno TVB Marilena Pubblicato da Amaranta a 09:27 16 commenti Etichette: Fotogrammi domenica 24 giugno 2012 Appunti - Il capolavoro di un illusionista Mr Wolf fa il "mollicone" con Miss Rose mentre il colonnello Dixon è incazzato nero con sua figlia e Shadow scalcia, ancora zoppicante, nel suo recinto solitario, mentre Osmond Cox, come un uccello del malaugurio, se ne sta appollaiato in cima alla sequoia, io, calata nella parte della scrittrice (quanto mi piace questo ruolo!), in attesa dell'spirazione per scrivere l'ottavo capitolo, ingurgito tazze di caffè ed accendo l'ennesima sigaretta sentendomi in colpa poichè avevo deciso di smettere, ma i buoni propositi, ahimè, si rivelano sempre i più difficili d'adempiere. Immagino che a Culver City faccia lo stesso caldo di Roma, così volentieri entrerei nel fresco saloon di Miss Rose per ordinare uno Spritz, suscitando la curiosità degli avventori che di questo aperitivo non hanno mai sentito parlare, avezzi come sono ad ingollare whiskey, ma che importa, sono io la scrittrice, deus ex machina di questa tragediografia euripidea, mentre intorpidita dal caldo e stordita dall'insonnia, inciampo nel groviglio inestricabile di una trama aleatoria alla quale volevo pur dare un impronta quanto più possibile rabelesiana ed invece, molto più umanamente mi rendo conto, una volta penetrata sotto la tenda circolare del "Great Sea Circus" di quanto, invece, mi abbia disorientata la realtà della vasca vuota dei cavallucci marini. Sul fondale, sotto l'arruffata vegetazione di posidonie e di coralli, è collocata un'elica con lamine di nichel dalla forma arabescata, posizionata all'interno di una bobina ed ancorata ad un supporto metallico, così da creare un involucro vibrante, una sorta di "trasduttore magnetostrittivo", ossia un generatore di ultrasuoni. I cavallucci marini, quindi non esistono, sono frutto del processo di cavitazione all'interno della vasca colma d'acqua quando l'elica, roteando con moto vorticoso a spirale, genera una depressione agendo sulle onde riflesse che salgono, quindi, verso l'alto: il capolavoro di un illusionista. Non esistono i cavallucci marini, sono solo arabeschi d'acqua quelle spirali verdi, viola, gialle ed arancio che paiono armoniosamente danzare, assoggettate alla magistrale sinfonia della bacchetta di direttore d'orchestra con cui Mr Wolf, con grazia e all'occorrenza, ritmicamente tamburella sul vetro della vasca facendo emergere, a comando, dal folto della vegetazione acquatica, la sagoma metafisica di un cavalluccio marino. Marilena Pubblicato da Amaranta a 13:02 4 commenti Etichette: Appunti martedì 19 giugno 2012 Consigli davvero utili - Sotto il vestito niente  INTRODUZIONEAlla fine giunge per tutte quell'età in cui si è più seducenti vestite, sia pure in abiti scenicamente discinti, che completamente nude.Ovviamente non riguarda solo un fattore d'età ma anche di fisico (ma di questo ne tratterò in un altro capitolo).Insomma, care signore over cinquanta, se non siete palestrate e toniche come Madonna, meglio adottare qualche piccolo accorgimento atto a mettere in evidenza ciò che ancora regge piuttosto che palesare ciò che è in decadimento.E' un'arte, questa, non del mascheramento ma della celebrazione.Perchè ogni stagione ha i suoi colori e i suoi profumi ed è grottesca la pretesa di mascherare la fioritura tardiva e dolcemente trascolorante dell'autunno, nella primavera quando, invece, i germogli sono ancora impuberi.Una luce troppo vivida su un corpo vissuto è perfetta nell'arte della pittura ed in quella della fotografia, molto meno nella cornice di una camera da letto.E non credete alla storia che il sentimento rende tutto eterno perchè sarebbe come dar credito al teorema che l'amore abbia il potere taumaturgico di conservarci intatte nel sarcofago della giovinezza imperitura, o l'ipotesi che il vostro partner sia stato colpito, nel corso degli anni, da una provvidenziale cecità.Bisogna essere quindi realiste, un pochino ciniche e molto ironiche, per potersi sapientemente reinventare e non incorrere in impietosi paragoni con quello che un tempo eravamo e quello che oggi siamo.Paragoni che si estendono pericolosamente anche a tutto il resto della popolosa, quanto esuberante e concorrenziale, fauna femminile.Cimentarsi in una sfida impari con la forza di gravità che impietosa attira verso il basso ciò che prima svettava alto (seni e glutei) è una battaglia faticosa e le vittorie sono solo momentanee (anche quelle ottenute con la chirurgia plastica)  col risultato di giungere alla camera da letto stressate ed irrascibili.Fattori, questi ultimi,che non giocano a nostro favore, che si sà che il malumore disegna nuove rughe, rende amara la piega della bocca e perfino l'alito cattivo.Personalmente opto per la messa in scena ed il gioco: è molto coinvolgente e crea complicità. SOTTO IL VESTITO NIENTE Ci si veste per lasciarsi per vedere, e non è un controsenso.Abbiamo a disposizione una infinita gamma di capi a cui far riferimento, dagli abiti sexy alle sottovesti di raso fino alla lingerie più raffinata.Consiglio di attingere ad una tavolozza di colori notturni, i più insidiosi, i più sensuali: via libera all'intramontabile nero, al seducente amaranto, al lussurioso rosso, all'ipnotico viola, all'imprevedibile verde, al sublime blu e alle stuzzicanti promesse del ruggine.Eludete i colori pastello da fatina e quelli provocanti da lolita, ma anche tutte le malinconiche, uggiose tinte neutre che tendono a  smorzare gli entusiasmi, vietatissimo, invece, è il bianco, per evitare il drammatico effetto "sposina attempata".Se propendete per l'abito che sia morbido, di un tessuto carezzevole, con scollature o spacchi strategici, e niente gioielli eccessivi che oltre ad appesantire potrebbero, nel momento topico, risultare inopportuni.Sotto il vestito niente: questo è imperativo.L'abito è il racconto di una storia, ma dentro ci siete voi.Offritevi alle sue dita attraverso le pieghe della seta, una spallina scesa eccita enormente la fantasia, così come una scollatura maliziosa, da cui s'intravede il seno, può essere spunto per una performance fantasiosa e quanto mai erotica.Gli abiti offrono mille spunti di gioco e di narrazione: uno scollo vertiginoso sulla schiena che termina sulla linea dei glutei, o uno spacco sulla gonna, come una porta d'accesso al paradiso, e le scarpe, sempre e solo, rigorosamente tacco 12 (indossatele anche se non sapete perfettamente camminarci, insomma, il perimetro è circoscritto e se proprio dovete cadere cercate di farlo nelle sue braccia). Giocate con i volumi della gonna: ampia e morbida, come un ombrello sotto cui egli troverà un piacevole riparo; aderente, come una guaina da sbucciare centimetro per centimetro, per lui una conquista ed un premio.Eppoi c'è la lingerie, con tutto il suo seducente e audace armamentario di corsetti, guepiere e reggicalze. Ma qui bisogna esser brave a saper valutare ciò che più è confacente alle caratteristiche del nostro fisico, per evidenziare i pregi e mascherare i difetti.Il bustino è un capo d'abbigiliamento nato per mettere in risalto la silhouette femminile, assottigliando il punto vita e sottolineando seno e fianchi.Scegliete un corsetto con molte stringhe, perchè più allacciature ci sono più è adattabile al vostro corpo.Se volete mettere in risalto il bacino optate per la stringatura posteriore; frontale, invece, se volete evidenziare seno e gambe. Per quelle che hanno fianchi prosperosi è consigliabile di non stringere troppo il punto vita per evitare di somigliare ad una clessidra. Stesso consiglio per quelle che hanno il seno piccolo ed il sedere grosso, di non stringare troppo nè il petto nè la vita e, nel caso di un fondoschiena esuberante, adottare una "petticoat".La scelta della lingerie permette anche, e soprattutto, l'impiego delle calze (ce ne sono di seducenti, ovviamente vietato il collant) da usare con la giarrettiera o le autoreggenti che, oltre ad avere il grande pregio di nascondere le imperfezioni delle gambe stimolano fortemente le fantasie maschili e, soprattutto, a differenza del collant, non impediscono gli accessi :)......ovviamente il tutto correlato dai lunghi, fascinosi guanti di una femme fatale. Pubblicato da Amaranta a 07:30 8 commenti Etichette: Consigli davvero utili sabato 16 giugno 2012 Racconto - L'addestratore di cavallucci marini (cap 7) Dalla sua postazione coatta, Osmond Cox, spettatore di un film senza dialoghi, prendeva nota degli eventi elaborandoli, poi, sulle basi di una sua logica interpretativa: solo supposizioni, quindi, che però attraverso le lenti del suo binocolo assumevano la consistenza dei fatti. Quando i fatti, invece, accadevano in altri luoghi. Nella stanza di Ketty, dove sul letto giaceva un fagottino preparato di furia e malamente richiuso, da cui fuoriusciva la manica di un abito ed il lembo di uno scialletto. Nel recinto di Shadow, con Mr Wolf ed il colonnello Dixon, impegnati in un confronto insolitamente aspro. Nella stanza di Miss Rose, intenta ad incipriarsi il naso ed elaborare strategie di seduzione e di rivincita. E per Osmond Cox, la discesa dalla sequoia si sarebbe potuta rivelare molto più ardua della scalata. Ma questo ancora non lo sapeva. Così tutti aspettavano la notte: chi per fuggire, chi per inseguire e chi per essere inseguito. Ed ognuno col suo piano accuratamente congegnato. Così Ketty si preparava alla fuga verso un luogo ignoto, il più lontano possibile dallo schiaffo di suo padre, dal recinto di Shadow e dalla tenda bianca/azzurra del "Great Sea Circus", dove poter realizzare il suo desiderio di terraferma. Nello stesso tempo, Mr Wolf, cercava d'indurre l'infuriato colonnello Dixon alla lucidità necessaria per ricomporre il conflitto con Ketty, alleggerendo al contempo Miss Rose del carico di tutte le colpe che egli  ingiustamente le attribuiva. - Molto più semplicemente Ketty è alla ricerca di un modello femminile a cui rapportarsi - Sottolineava Mr Wolf - E la maitresse è un buon esempio? - Aveva sibilato, al colmo dell'ira, il colonnello Dixon -  Per Ketty non è altro che una donna che le ha dato amicizia ed ascolto. Sono convinto che Miss Rose non l'abbia spinta alla ribellione ma, piuttosto, si possa attribuire ad una normale crisi adolescenziale. Che convenienza avrebbe avuto Miss Rose nel fomentare questo conflitto? Nella tua rabbia, Walter, non hai neppure preso in considerazione l'ipotesi che ella possa nutrire un affetto sincero nei confronti di Ketty. Comunque avresti dovuto ascoltare le ragioni di tua figlia e non limitarti ad imporre le tue - - Quella donna ha sedotto anche te !- - Al contrario, Walter, sarò io a sedurla, stasera a cena. Mi piace, è una donna intelligente e con un gran temperamento. Penso, anzi, che dovresti scusarti con lei ma, prima ancora, con Ketty. - - Vai al diavolo Wolf - Era stata la risposta, coincisa ed arrabbiata, del suo socio Images by Ray Caesar Pubblicato da Amaranta a 21:45 2 commenti Etichette: Racconti - L'addestratore di cavallucci marini domenica 10 giugno 2012 Racconto - L'addestratore di cavallucci marini (cap 6) Ma l'incanto venne infranto dalle voci concitate di una donna e dell'Ulisse pistolero, costringendo Mr Wolf ad interrompere la sua performance ed intervenire per sedare l'alterco. Lo aveva sorpreso la visione di una scarmigliata Miss Rose che, mani sui fianchi e sguardo fiammeggiante, fronteggiava, per nulla intimorita, il gigante armato che la sovrastava almeno di un'altezza e mezzo. Strategicamente, Miss Rose, contrastava questo divario, a lei così sfavorevole, con una sorprendente estensione di voce, mirando a stendere l'avversario sotto quella fitta, inestinguibile gragnuola di parole che non concedeva spazio nè a repliche nè a minacce, tant'è che lo stesso Mr Wolf era rimasto ammirato da questa tecnica simultanea d'attacco e difesa magistralmente messa in campo dalla maitresse, ed oltremodo stupefatto che una donna così minuta possedesse un temperamento così ardito ed una tale prodigiosa potenza di voce. - Dovreste tenere a bada i vostri uomini, Mr Wolf, e mi riferisco non solo allo scagnozzo con la carabina ma anche, e soprattutto, al vostro socio, quell'orribile colonnello Dixon che oggi è venuto ad insultarmi, accusandomi di aver irretito, ed indotto Ketty alla disobbedienza. Ingiurie ed accuse pesantissime, aggravate di minaccia e testimoniabili dalle ragazze e dai clienti del mio saloon. Sono qui ad avvertirvi, Mr Wolf, che se state cercando di montare uno scandalo ai miei danni per trarne una qualsiasi, ulteriore pubblicità, state rischiando di farvi molto male poichè godo di particolari ed importantissime conoscenze, cosicchè questa oscena boutade vi si rivolterà contro. Vi consiglio, quindi, subito dopo lo spettacolo di lasciare Culver City e di farlo il più velocemente possibile e senza ulteriore chiasso. - Mr Wolf, davanti a quella fredda e ragionata collera, aveva chinato mestamente il capo producendosi in un vago inchino di condiscendenza come apprestandosi ad obbedire, senza discutere, a quell'ordine perentorio di cui riconosceva le ragioni. Ma ecco nel contempo, come  per magia, sbocciare dalle sue mani una magnifica rosa sfacciatamente rossa che galantemente, e col più soave dei sorrisi, andava porgendo ad una esterefatta Miss Pure. - Non consideratemi vostro nemico, Miss Rose, vi sono davvero riconoscente per ciò che avete fatto per tutti noi, per la vostra accoglienza e la vostra ospitalità, ed immensamente mi spiace di questo imbarazzante, quanto inopportuno malinteso, in cui il colonnello Dixon è sfortunatamente incappato. Vi garantisco che andrò immediatamente a parlargli e, prima di sera, avrete le sue scuse. Nel frattempo, vi prego, di accettare le mie. - Da dove diamine, Mr Wolf, aveva tirato fuori quella rosa? Si chiese ammirata Miss Rose. Una incantevole offerta di pace che di certo la lusingava ma che non cancellava, neppure in minima parte, l'onta subita. Ma i modi squisiti di Mr Wolf (in netto contrasto con le maniere rozze del colonnello Dixon) e quel piccolo gioco di magia inscenato solo per lei, avevano mitigato la sua collera, cosicchè di buon grado, aveva accettato la rosa e le scuse. Ed un invito a cena. Dalla sua postazione coatta, Osmond Cox, aveva mnemonicamente filmato tutta la scena. Images by Ray Caesar Pubblicato da Amaranta a 09:45 8 commenti Etichette: Racconti - L'addestratore di cavallucci marini giovedì 7 giugno 2012 Diario - Sulla felicità Star male viene molto più facile che star bene perchè lo star bene è una conquista a volte ardua, che richiede straordinari, reiterati tentavivi e, in agguato, c'è sempre la possibilità del fallimento. E' per questo che la perdita della felicità è quanto di più temibile possa accadere nella nostra vita cosicchè, questa conquista, cerchiamo di mantenerla vita natural durante, giungendo perfino ad accettare l'inganno di una sua parvenza. La felicità viene spesso associata, o confusa, con la sicurezza e la solidità, cosa diversa anche dalla condivisione che, pur presuppone, l'assenza di condiziomenti. LA FELICITA' SIMBIOTICA Ci sentiamo felici quando crediamo nella stabilità dei rapporti (coppia, famiglia, amicizia) e quella dei sentimenti, creandoci la convinzione della sua inalterabilità nel tempo. Questo tipo di  felicità, però, crea dipendenza, se questa è solo e strettamente legata al soggetto che la elargisce, generando, spesso, stati inconsci di paura che qualcuno, o qualcosa, possa metterla a repentaglio. E' questa, allora, una felicità condizionata, vincolata alla stabilità del partner, alla solidità del rapporto e alle certezze acqusite, come certificazioni determinanti ed inalterabili. Ovviamente, in questo stato di grazia, si può anche valutare l'ipotesi dei rischi possibili, ma senza credere davvero nel loro accadimento. Io, di questo tipo di felicità, sono un'esperta e, posso assicurare, che quando poi si cade ci si fa male davvero. Si sgretola un intero universo e si rimane disperatamente soli sullo sfondo di una scenografia vuota. LA FELICITA' MATURA Eppoi c'è quel tipo di felicità che origina dal nostro profondo, indipendente da volontà esterne e non condizionata a fattori precostituiti, riconducibile, quindi, solo a noi stessi. Una felicità, questa, unicamente basata sulle nostre pulsioni e sul nostro sentire, un appagamento che ci rende liberi e consapevoli del momento, quindi in grado di goderne davvero e con pienezza. La sua ampiezza, come la vastità e la profondità, sono date unicamente dalle nostre percezioni, ed assolutamente genuina perchè scaturisce svincolata da possibili influenze. Ma è solo in questi stadi di totale affrancamento che, della felicità, se ne percepisce la pienezza e se ne trae la volluttà più completa. E' su questo tipo di felicità che, nel presente, ho trovato un concreto e veritiero benessere, basato sull'appagamento delle mie esigenze, sulla mia autonomia, libera da quei condizionamenti, da me stessa creati, che per un lunghissimo periodo della mia vita hanno influito distorcendone le prospettive. Marilena Pubblicato da Amaranta a 08:00 4 commenti Etichette: Diario lunedì 4 giugno 2012 Racconto - L'addestratore di cavallucci marini (cap 5) Il colonnello, invece, era rimasto impietrito a fissare quella sua mano che aveva violato il viso di Ketty e ben avrebbe desiderato che mai fosse accaduto, perchè sua figlia era la sua unica ragione di vita, il suo solo bene prezioso, ed il suo compito era quello di vegliare su di lei e così, dopo quel duro scontro, aveva preso atto che nella sosta forzata a Culver City aveva trascorso troppo tempo nel recinto di Shadow e trascurato sua figlia, lasciando libero accesso ad una donna equivoca, ed intrigante, come quella Miss Pure che molto abilmente e, senza alcuno scupolo, l'aveva irretita con prospettive illusorie convincendola a rinnegare la sua vita. La colpa del travisamento, e della conseguente abiura di Ketty, erano unicamente imputabili alle manipolazioni di quella donna diabolica con la quale era assolutamente opportuno che lui avesse un chiarimento definitivo. Nascosto dal fitto fogliame della sequoia, Osmond Cox aveva visto il colonnello infuriato dirigersi verso l'abitato e, diligentemente preso nota di questo piccolo dramma esistenziale di cui avrebbe edotto i suoi lettori, concentrò tutta la sua attenzione su ciò che andava svolgendosi nell'area preclusa ai non addetti ai lavori, seppur ormai c'era ben poco da vedere dal momento che una volta introdotti i macchinari all'interno del tendone del circo, rimaneva solo il via vai dei tecnici e degli operai. Avrebbe dovuto, comunque, escogitare una strategia per potersi introdurre, notte tempo nella tana del lupo: Mr Wolf, appunto. Con una fluidità eccezionale per la sua stazza, Mr Wolf, agilmente si districava negli esigui spazi ancora troppo ingombri delle voluminose attrezzature di scena, predisponendo gli ambiti e misurando le estensioni, che nulla era lasciato al caso e che la magia pur si avvaleva, nei suoi recessi, di cavi e pulegge, alberi motori, leve e catapulte, campi elettrici e magnetismi e quant'altro, di più tecnico e materiale, fosse in grado di render reale l'illusione. Si districava, Mr Wolf, in quest'universo a lui così congeniale, con la competenza tecnica di un ingegnere, la passione di uno scienziato e la fantasia di un romanziere. Poi, ritto su un predellino provvisorio che a mala pena sosteneva il suo peso, davanti alla vasca dei suoi cavallucci marini, impugnando una bacchetta da direttore d'orchestra, si accingeva a dirigere, sulle note di una melodia solo a lui percettibile, un' invisibile filarmonica.  Ma l'incanto venne infranto dalle voci concitate di una donna e dell'Ulisse pistolero, che vicendevolmente si sovrapponevano, con toni aspri, in quello che sembrava essere, a tutti gli effetti, un alterco molto duro. Images by Ray Caesar Pubblicato da Amaranta a 07:40 2 commenti Etichette: Racconti - L'addestratore di cavallucci marini venerdì 1 giugno 2012 Racconto - L'addestratore di cavallucci marini (cap 4) L'articolo sarebbe stato pubblicato il giorno stesso dell'anteprima di Los Angeles, con la rivelazione dettagliata dei congegni ingegneristici di cui Mr Wolf abilmente s'avvaleva per propagandare, attraverso l'illusionismo e la prestidigiazione, le sue fantascientifiche millanterie. Questo era ciò che si prefiggeva Osmond Cox, ben deciso a resistere in quell'assedio solitario, eroicamente pronto, se necessario, ad immolarsi sull'altare della verità e dell'informazione, spinto dal fanatismo intellettuale ma, ancor di più, da una smodata ambizione personale. Osmond Cox era uno scalatore ardito, a quanto pare, e non solo di sequoie. E proprio dal folto della sequoia, dove s'era appollaiato armato di taccuino e binocolo, Cox poteva godere di un'ampia veduta, seppur parziale, dell' area dove s'ergeva l'immenso tendone del "Great Sea Circus" e spaziare fino all'accampamento dei carri e della tendopoli, dove allogggiavano le squadre dei tecnici e dei manovali, impegnati nei minuziosi controlli e nella messa a punto dei diabolici congegni di cui Mr Wolf si sarebbe servito. Ovviamente non poteva spiare ciò che accadeva all'interno del tendone (avrebbe, comunque, studiato il modo di penetrarvi notte tempo) ma da quel punto privilegiato vedeva, e prendeva nota, dei macchinari fantascientifici trasportati sotto il tendone bianco e azzurro, dove Mr Wolf, in persona, ne verificava lo stato e stabiliva test e messe a punto, mentre l'Ulisse armato di carabina Spencer vigilava  affinchè nessun estraneo potesse intrufolarsi all'interno. Ma non era soltanto fermento organizzativo quello che Osmond Cox andava spiando, ma anche momenti di vita intima che ben avrebbero dovuto rimanere privati, come l'accesa discussione fra il colonnello Dixon e sua figlia, diverbio di cui, tra l'altro, non aveva captato le parole ma, come spettatore di un film muto, aveva cercato d'intuire un possibile dialogo attraverso la mimica dei gesti. Di certo il colonnello era visibilmente in collera ma la ragazza, però, sembrava tenergli testa. E così, infatti, una discussione alquanto animata s'era accesa fra padre e figlia quando, con toni aspri, il colonnello aveva rimproverato Ketty di trascurare i suoi esercizi e passare troppo tempo in compagnia di Miss Pure, ricordandole com la vita di un'artista fosse incentrata essenzialmente sulla disciplina e l'autocontrollo, e che trovava riprorevole, oltrechè pericolosa, questa sua infatuazione per una donna effimera come Miss Rose e, quindi, per scongiurare tale sciagura avrebbe alloggiato, da quel giorno stesso e fino alla partenza, nell'accampamento del circo. Allora, Ketty, tra le lacrime urlò il suo disgusto per il circo, per le vasche marine, per i congegni illusionistici, per Shadow ed, infine, anche per lui che, ignorando le sue esigenze, la costringeva ad inseguire un sogno che non era il suo. Era stanca di vivere in un imbuto, sognava la terraferma, i confini di una proprietà, la routine di una vita oscura l'abbagliava mille volte di più che la prospettiva della fama, degli applausi e della leggenda a cui suo padre, fin dalla nascita, l'aveva votata. Per tutta risposta il colonnello l'aveva schiaffeggiata. Dall'alto della sua postazione, Osmond Cox, li aveva visti fronteggiarsi ancora per un breve momento, poi Ketty, oltraggiata da quello schiaffo, era fuggita via urlando il suo rancore. Il colonnello, invece, era rimasto impietrito a fissare la mano da cui era partito il ceffone. Images by Ray Caesar Pubblicato da Amaranta a 08:30 2 commenti Etichette: Racconti - L'addestratore di cavallucci marini venerdì 25 maggio 2012 Racconto - L'addestratore di cavallucci marini (cap 3) Miss Pure appariva agli occhi di Ketty come l'esempio della realizzazione possibile di una vita diversa che, seppur delimitata dai confini di un paesaggio circoscritto dalle regole societarie, era pur sempre possibile travalicarne i limiti, mirando alla forzatura piuttosto che alla conquista degli spazi oppressi. La vita stanziale e scapigliata dell'inneffabile Miss Rose si contrapponeva, nel suo immaginario, con irrestitibile seduzione e come termine di paragone, a modello alternativo alla sua, invece, rigidamente  strutturata sui codici della gente nomade. In virtù di queste inedite riflessioni, la giovane acrobata aveva iniziato così a valutare la necessarietà dell'amputamento di quella sua coda di sirena che ora le appariva umiliante come la propagine di una catena.  Miss Pure, dal canto suo, s'era ella stessa infatuata della piccola Dixon, irresistibilmente attratta dalle dissomiglianze, piuttosto che dalle similitudini, che la loro conoscenza sempre più intima metteva in risalto. Intanto, appena al di fuori dell'abitato dove erano state issate le tende del "Great Sea Circus", si era formata una sorta di comunità secondaria con in aggiunta, all'aggregazione dei perditempo di sempre, di quelli nuovi, provenienti dalle zone limitrofe, irretiti dal roboante, quanto irreale richiamo della gran cassa percossa, con convincente energia, da un figurante che s'andava aggirando, novello Nettuno, a bordo di un  fantascientifico carro marino in esplorazione dei sentieri provvisori irradianti da Culver City, con lo scopo pagano della propaganda e del lucro. In realtà, Mr Wolf, l'addestratore di cavallucci marini, era un convinto seguace della scienza di  Abraham Gottlob Werner, l'ideatore della "Geognosia" e fautore delle teorie del "Nettunismo" cosicchè quasi sempre lo spettacolo meramente acrobatico era poi integrato da una coda didattica assolutamente gratuita, mirata alla divulgazione e al proselitismo. Si era già cominciato, dalle prime luci dell'alba, indefessamente a lavorare per organizzare, impiantare e programmare le complesse scenografie: oliare ingranaggi, misurare distanze, issare specchi e stender panneggi per ottenere l'effetto illusivo di un fantastico, sbalorditivo caleidoscopio marino. Dichiarata come sempre "off limits",  l'area di lavoro sorvegliata a vista da un energumeno barbuto che andava sfoggiando, a tracolla della corta tonaca da Ulisse, una minacciosa carabina Spencer. Era già successo, in passato, che altri impresari meno abili e meno fantasiosi, avessero cercato di penetrare i segreti e le meraviglie di quell'universo cobalto (bianco e azzurro erano i colori del "Great Sea Circus") per trarne spunto o, peggio ancora, farne plagio, costringendo Mr Wolf ed il colonnello Dixon, ad assoldare l'Ulisse pistolero. Nel frattempo, Osmond Cox, direttore, azionista e giornalista del "Newspaper of Culver City" aveva trascorso, a tal fine, la notte all'addiaccio, abbarbicato ad un'altissima sequoia prospiciente l'area vietata, per penetrare i segreti di quell'illusionismo avanguardistico che era all'apice della nascente leggenda del "Great Sea Circus" per svelarli in uno scoop sensazionale. L'articolo sarebbe stato pubblicato il giorno stesso del grande spettacolo di Los Angeles. Images by Ray Caesar Pubblicato da Amaranta a 08:26 8 commenti Etichette: Racconti - L'addestratore di cavallucci marini Post più vecchi Home page Iscriviti a: Post (Atom) if(document.location.protocol=='http:'){ var Tynt=Tynt||[];Tynt.push('bYXY_kW4Kr4APCacwqm_6l');Tynt.i={"ap":"Read more:"}; (function(){var s=document.createElement('script');s.async="async";s.type="text/javascript";s.src='http://tcr.tynt.com/ti.js';var h=document.getElementsByTagName('script')[0];h.parentNode.insertBefore(s,h);})(); } Translate function googleTranslateElementInit() { new google.translate.TranslateElement({ pageLanguage: 'it', autoDisplay: 'true', layout: google.translate.TranslateElement.InlineLayout.VERTICAL }, 'google_translate_element'); } La Città Del Silenzio antologia dei miei racconti (cliccare sull'immagine) DIRITTO DELLA PROPRIETA' INTELLETTUALE DEGLI SCRITTI PUBBLICATI SU QUESTO BLOG " Tutto ciò che è scritto su questo blog, sia sottoforma di post, che di commento, è di proprietà di Marilena, alias Amaranta, l'autrice di questi racconti. La data di pubblicazione è prova inconfutabile della proprietà dell'opera. Qualsiasi tentativo, diretto o indiretto, di appropriarsi del contenuto, o dell'idea artistica qui espressa, per uso commerciale, è da ritenersi illecito e, nel caso, si faranno valere i diritti dell'autrice nelle sedi più opportune." A Mia Madre Dedico questo blog a mia madre, meravigliosa farfalla dalle ali scure e dal cuore buio, totalmente priva del senso del volo e dell'orientamento e, per questo, paurosa del cielo aperto. Nevrotica. Elusiva. Inafferrabile. LA PORTA DELL'ANTRO MARILENA MARILENA AMARANTA Streghesorelle per sempre chi si somiglia si piglia...... tremate, tremate, le streghe son tornate...... BLOG Le brave ragazze vanno in paradiso, le cattive dappertutto Parlez moi d'amour SACRED SE RIMANI INTRAPPOLATO IN UN ANTRO RISCHI LA FOLLIA E TROPPO SPESSO TROVI A DOVERTI MISURARE CON IL CORAGGIO DI UN SUICIDIO. PORTE PIOMBATE: SI MUORE LENTAMENTE E DOLOROSAMENTE PER ASFISSIA.SE HAI ANCORA ATTIMI DI LUCIDITA' INIZIA A SCAVARE UN TUNNEL! I lunghi corridoi che attraversanole allucinazioni roventi del desertoterminano davanti alla porta sbarrata.Divieto d'accesso alla polverieraper chi teme la faccia cattiva dell'angelo Danza con me laddove il vuoto si spalanca e il vento soffia forte e gli alberi sono cespugli e le bocche spalancate nell'urlo non hanno denti per ferire.Danza con me, precipita in caduta libera lungo la traiettoria degli ascensori.Ignora le porte aperte.Danza con me e non aver paura perchè non centreremo la grande vela bianca dispiegata, per noi, sul marciapiede.Ignora le ali.In caduta libera vomiteremo l'urlo Etichette Diario (220) Frammenti (59) L'antro della strega (46) Racconti (44) Video (44) Ritratti (39) Frammenti Erotici (22) Fotogrammi (19) Consigli davvero utili (13) Racconti - La strega Elvira e la fata Costanza e i capricci dell'innamoramento non convenzionale (12) Racconti - Requiem per un poeta (12) Appunti (10) Racconti - Le interazioni dell'amore (10) Racconti - L'addestratore di cavallucci marini (8) Racconti - Hotel Zeta (7) Racconti - L'Isola (6) I luoghi dell'anima (5) Je accuse (5) Paranoid Schizoid Woman (5) Fermo Posta Antro Della Strega (4) Racconti - La Marquise Baroque (4) Racconti - Orsola Guinèe (4) L'antro della strega - Trilogia dell'amore (3) Le ragioni della strega (3) Racconti - L'uomo della pioggia (3) Racconti - La Roulette Russa (2) Informazioni personali Amaranta Roma, Italy Visualizza il mio profilo completo Archivio blog ▼  2012 (60) ▼  giugno (9) Racconto - L'addestratore di cavallucci marini (ca... 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